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Il Natale si avvicina ed è più facile in questo periodo dell’anno tornare a quando eravamo bambini, ai ricordi di quei momenti magici che condividevamo con le nostre famiglie. Per qualcuno questi ricordi sono più spettacolari che per altri: ospite al programma radiofonico di Rai Radio 1 Un Giorno da Pecora, Anna Falchi ha raccontato di quando, da bambina, una navicella spaziale è atterrata nel giardino della casa di famiglia a Reggio Emilia per ben due Natali di fila. Ora, da adulta, l’attrice riconosce che potrebbe essersi trattato di velivoli sperimentali, ma grazie a questa esperienza, ha raccontato ai microfoni di Rai Radio 1, è nata la sua consapevolezza che l’umanità non è l’unica forma di vita nello spazio.

Anna Falchi: “Ogni volta che racconto di aver visto gli UFO mi prendono per pazza”

È la terza volta che l’attrice italo finlandese racconta pubblicamente di quegli incontri ravvicinati del terzo tipo avvenuti per due Natali consecutivi nel giardino della casa di famiglia. Nel 2007, ospite alle Invasioni Barbariche, aveva detto a un’incredula Daria Bignardi: “Sono scettica nel raccontarlo perché la gente mi crede pazza”.

Sempre in quell’occasione aveva raccontato: “È successo due volte, sempre intorno a Natale”.

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Credits: Ansa

“Era il classico disco volante come raffigurato nell’immaginario di tutti: bianco, che vola, e che è anche atterrato davanti casa nostra”. Con lei il fratello Sauro e la madre: “Ci chiudemmo nello sgabuzzino per la paura. Piangevamo come matti. Per due anni si è ripetuto sempre allo stesso modo”. Lo stesso racconto, con più particolari, è emerso in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Nazione un anno fa e in cui Anna ricorda: “Eravamo a Reggio Emilia, ed è stato per due Natali di seguito.

Una volta l’abbiamo visto solo volare, un’ altra era parcheggiato nel campo davanti a casa, alle sei del mattino. Quando siamo andati a guardare c’erano i classici segni per terra”.

“Grazie a quegli incontri ravvicinati ho ampliato la mia consapevolezza”

Per Anna Falchi quegli incontri ravvicinati natalizi non sono stati solamente motivo di paura e di vergogna per tutte le volte che non è stata creduta o è stata presa in giro. Sono stati soprattutto un momento di grande consapevolezza che l’essere umano non è solo nell’universo: “Incontrare questi strani oggetti mi ha aperto molto la mente.

Mia madre mi ha sempre rimproverato perché l’ho raccontato a inizio carriera. Se tornassi indietro, preferirei non dirlo! Ho sentito tante persone, come Margherita Hack, convinte che esistano altre forme di vita e che non siamo soli nell’universo”.

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Credits: ansa