Di fronte alla casa di Di Maio a Pomigliano: operai minacciano di darsi fuoco

La notte di ieri è stata difficile a Pomigliano. Fuori dall’abitazione del vicepremier Luigi Di Maio alcuni uomini sono arrivati di fronte al portone per parlare con lui, molti hanno minacciato di darsi fuoco se non fossero riusciti a parlare con lui, altri si sono incatenati al cancello della palazzina.

Cosa è successo di fronte alla casa di Di Maio

A casa di Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, in via Abate Felice Toscano a Pomigliano, ieri si è svolta una protesta che ha messo in allarme il posto. Alcuni operai si sono recati di fronte alla palazzina intorno alla mezzanotte chiedendo di parlare con il vicepremier a gran voce.

Alcuni si sono incatenati al cancello, racconta Il Mattino, altri hanno minacciato di darsi fuoco. Grande paura e grande tensione, i carabinieri sono immediatamente intervenuti e la strada è stata subito bloccata su entrambi i lati. A quel punto la protesta si è spenta in poco tempo facendo tornare tutto alla calma. Ancora non ci sono notizie certe sugli operai che sono intervenuti con la protesta ieri sera.

Di fronte alla casa di Di Maio a Pomigliano: operai minacciano di darsi fuoco

Le proteste a Pomigliano

Non è la prima volta che avvengono proteste, lo scorso giugno Mimmo Mignano, operaio licenziato della Fiat, proprio di fronte a casa di Di Maio, si era cosparso di benzina minacciando di darsi fuoco.

 Ex operaio Fca, era stato licenziato nel 2014, insieme ad altri 4 operai, per aver inscenato il suicidio e i funerali di Sergio Marchionne. A novembre è stato contestato da studenti e lavoratori proprio a Pomigliano, suo paese natale. “Le nostre scuole sono fatiscenti, e a Pomigliano da anni c’è un’idea di fare una cittadella scolastica“, aveva dichiarato Luca Iuliano, rappresentante dell’Unione degli studenti di Napoli, come riporta il Giornale.

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