giorgia ranzato

Un destino beffardo, crudele eppure fausto. C’è un minimo comune denominatore nella vita di Giorgia Ranzato, un fattore drammatico che continua a perseguitarla ponendola di volta in volta terribilmente vicino alla morte per poi lasciare che si scansi pochi istanti prima. Vince la vita, ma l’esistenza di Giorgia è indelebilmente segnata: è la storia della 25enne originaria di Padova sopravvissuta a ben 3 attentati, l’ultimo qualche sera fa a Strasburgo il cui killer, Cherif Chekatt, dopo appena 2 giorni di fuga è stato trovato e ucciso dagli agenti di polizia.

Il destino che perseguita Giorgia, scampata a 3 attentati

Quello di Strasburgo è solamente il terzo attentato a cui è sopravvissuta Giorgia Ranzato, la giovane 25enne che sembra trovarsi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quando la 25enne volta le spalle ricordando il passato, nella sua memoria c’è dolore, sofferenza, sangue. Una storia singolare quella dell’assistente dell’europarlamentare Flavio Zanonato. Intervistata da Il Corriere della Sera, Giorgia Ranzato ha raccontato il destino che la perseguita e che ha iniziato a gravarle sul cuore, facendolo da quel momento solamente sussultare, il 7 gennaio del 2015. Quel giorno Giorgia Ranzato era appena atterrata a Parigi, era il suo primo giorno di Erasmus:Mentre dall’aeroporto raggiungevo l’appartamento in cui avrei abitato si stava consumando la carneficina nella redazione di Charlie Hebdo“. L’attacco, in quell’occasione, avvenne all’interno della redazione di Charlie Hebdo, il giornale satirico francese, uno degli attentati terroristici più drammatici e con più vittime accaduti in Francia, secondo solamente alla strage del Bataclan.

bataclan

Bataclan, luogo della strage in cui morirono 90 persone il 13 novembre del 2015

Dopo Charlie Hebdo, l’attacco a Bruxelles

Quello di Charlie Hebdo però, nella vita di Giorgia, è stato solamente il primo evento drammatico: “Ero in città da una decina di giorni appena – racconta la 25enne, parlando del suo arrivo a Bruxelles il nefasto 22 marzo del 2016, un anno dopo Charlie Hebdo – Avevo ottenuto un tirocinio alla delegazione della Regione Veneto dell’Unione Europea. Quella mattina mia cugina era diretta verso l’aeroporto, tornava a casa per Pasqua“. A Bruxelles il mancato appuntamento con la morte è ancor più devastante: “Una delle due bombe esplose l’ha risparmiata per un soffio – continua la 25enne parlando dell’attentato terroristico di Bruxelles – Ero ancora in casa quando ho saputo che lei stava bene. So che sembra da incoscienti col senno del poi ma, ingenuamente, ho pensato che fosse sicuro prendere la metropolitana per raggiungere il mio ufficio. Ero nella zona di Maelbeek e stavo giusto scendendo le scale della metropolitana quando la telefonata di una collega mi ha fermata: era esplosa una terza bomba dopo le due dell’aeroporto in metro. Se fossi scesa avrei rischiato di essere travolta, era due fermate più in là, questione di minuti“.

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Ancora una volta l’incubo: l’attacco a Strasburgo

Parigi e Bruxelles, due capitali che nel cuore di Giorgia permangono incancellabili, macchiate per sempre dall’incubo del terrorismo. Un incubo che Giorgia continua a rivivere e che ha rivissuto appena due sere fa, quando si trovava a Strasburgo durante l’ultima tappa del terrore.