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Confermata in appello la condanna a 30 anni di carcere per Gabriele Defilippi, già condannato in primo grado per l’omicidio di Gloria Rosboch, professoressa di Castellamonte morta nel gennaio 2016.

Defilippi è detenuto attualmente nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino dove sta scontando la pena ed ha abbracciato un cammino di redenzione (di cui recentemente ha parlato). Tra le sue intenzioni c’è anche quella di chiedere scusa alla famiglia di Gloria.

Gli altri due accusati per la morte della donna sono Roberto Obert, ex amante e complice di Defilippi, e Caterina Abbattista, madre di Defilippi.

Uccisa per i suoi soldi

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Le altre condanne

La recente opera di redenzione, la buona condotta e i cambiamenti operati su se stesso di Gabriele Defilippi non hanno addolcito la corte d’appello di Torino: la corte ha infatti confermato la condanna di primo grado per il 25enne.

Ridotta invece di 3 mesi la pena a Roberto Obert: i suoi legali hanno fatto presente la volontà di presentare ricorso in Cassazione.

Lo scorso giugno la madre di Defilippi, Caterina Abbattista, era stata condannata a 14 mesi per truffa ma era stata sollevata dalle accuse di omicidio.

Gloria Rosboch, insegnante di francese della scuola media Giacomo Cresto di Castellamonte, era scomparsa il 13 gennaio 2016: aveva detto ai genitori di doversi recare a una riunione scolastica, ma non era mai tornata a casa.

Il suo corpo senza vita era stato trovato nel febbraio seguente, sepolto sul fondo di un pozzo a Rivara e i sospetti si erano subito concentrati su Defilippi, Obert e la Abbattista. Da subito apparve chiaro che i 187mila euro che la donna aveva sul conto corrente potessero essere stati dati proprio a Gabriele Defilippi. Si era così scoperto che il movente del delitto era di tipo economico: la professoressa, probabilmente infatuatasi di Gabriele, aveva deciso di dargli tutti i suoi risparmi e poi, probabilmente, in un secondo tempo se n’era pentito e li aveva pretesi indietro.

Gloria Rosboch