Immagini violente, espressioni forti, messaggi brutali: tutto questo, contenuto in un video pro-vita sul tema dell’aborto, è stato mostrato agli studenti delle prime classi del complesso Galileo Galilei-Marie Curie di Monopoli (Bari). Gli studenti, a quanto pare, sono rimasti traumatizzati dal video che è stato subito segnalato dai portavoce M5S Luigi Gallo e Veronica Giasone all’attenzione del ministro Bussetti.

A più di 40 anni dalla legge sull’aborto, sembra che siano stati fatti passi indietro anziché passi avanti sulla libertà femminile nei riguardi del proprio corpo. È difficile immaginare quali possano essere state le conseguenze a livello psicologico della visione di questo video da parte di ragazzi e ragazze di 14 anni, in un’età fragile e che vede i giovani già rapportarsi al sesso con numerose diffidenze e paure.

Nonostante sia stato ormai ribadito e assicurato a livello normativo che il diritto all’aborto debba essere garantito e preservato, sono ancora molte le associazioni che promuovono un terrorismo psicologico che porti i giovani ad avere paura del sesso e ad approcciarsi in maniera distorta e negativa al rapporto con sé stessi e con un possibile partner.

Questo fenomeno, se non bloccato tempestivamente, rischia di portare allo sviluppo di generazioni impaurite, poco coscienti delle proprie libertà e dei prorpi diritti, e sicuramente male informate sui fatti.

Un video controverso

Il video in questione non è un inedito degli ultimi tempi: si tratta di un breve documentario di circa mezz’ora girato nel 1984 e nel quale appare il medico pro-vita Bernard Nathanson. Il film ha il titolo Il grido silenzioso, ispirato all’ “urlo” che secondo il medico il feto cercherebbe di emettere, aprendo la bocca, negli istanti in cui avviene l’aborto.

Il video non è adatto a un pubblico sensibile: oltre a spiegazioni estremamente enfatizzate e crude, sono presenti immagini di aborti veri e proprio praticati su alcune donne. All’epoca dell’uscita del documentario ci fu molta attenzione mediatica su di esso e si riunì anche una commissione medica organizzata da Planned Parenthood che ha concluso che il filmato, oltre ad essere molto inaccurato, veicolava dati falsi e molte bugie a livello medico-scientifico. Nel video Nathanson attribuisce un’anima molto definita e già complessa, nonché una sorta di personalità a un feto, il che è stato ritenuto falso e tendenzioso da un punto di vista etico-giuridico.

terzo mese gravidanza

Un feto alla fine del terzo mese di gravidanza SEBASTIAN KAULITZKI/SCIENCE PHOTO LIBRARY

La scuola prende le distanze

Oltretutto nel video si sente Nathanson parlare di pezzi di “gambe e braccia che vengono strappati”, frasi riportate anche dall’associazione pro vita Movimento per la vita, che si è occupata di introdurre il video alle classi e di argomentarlo. L’incontro con l’associazione è avvenuto durante le ore di religione, con la collaborazione dell’insegnante.

Davanti alle proteste delle famiglie la scuola ha subito dichiarato di volersi dissociare dall’iniziativa, specificando di essere stata all’oscuro della presenza dell’associazione nell’istituto, e di non aver mai autorizzato la visione del documentario. Ludovico Abbaticchio, garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Puglia, ha definito il fatto come intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni”. Il garante ha anche dichiarato di volersi rivolgere alla procura dei Minori per andare in fondo alla questione.

 

video pro vita

Un frame del video