due carabinieri camminano di spalle in uniforme

Da 26 anni Leopoldo Mariella chiede giustizia per l’omicidio di sua sorella ma in tutto questo tempo le indagini non hanno mai portato a nulla. Non una prova concreta, con fondamento, che potesse incastrare l’assassino di Elena Mariella, uccisa nel 1993 in via Ordona-Lavello, a Foggia, con dei colpi di pistola. A distanza di quasi 30 anni, Leopoldo non si arrende e attraverso una missiva pubblicata sui giornali locali, offre una ricompensa a chiunque deporrà delle testimonianze o prove concrete che possano incastrare l’assassino della sorella.

Il cold case di Elena Mariella, uccisa nel 1993

Il 17 marzo sono trascorsi 26 anni esatti dal giorno in cui sua sorella Elena Mariella, veniva uccisa con dei colpi d’arma da fuoco a Foggia, all’altezza di Via Ordona-Lavello. Quella sera, come da tempo ormai, Elena Mariella stava facendo ritorno a casa dallo stabilimento della Barilla in cui lavorava. Aveva appena 36 anni e alle spalle un trascorso familiare particolarmente difficile che però non l’aveva scalfita, rendendola anche più forte e più sicura di sé stessa. Quella sera però, i colpi esplosi dall’arma da fuoco hanno spento ogni rivalsa, tutta la sua lotta per la sopravvivenza che l’avevano contraddistinta sin da quando era bambina.

la faccia del palazzo di giustizia di foggia
Il Tribunale di Foggia

Il fratello non demorde, l’offerta a chi possiede informazioni

Poco dopo la sua morte, nel 1993, vennero aperte le indagini ma, in tanti anni, non venne raccolta alcuna prova che potesse inchiodare l’assassino. Solamente ipotesi, illazioni, azzardi e tutti vorticanti attorno alla figura di un ex, un architetto. Mai nulla però di schiacciante, nessuna certezza e presto il caso venne archiviato. Nel 2018, nuove prove coniugate alla volontà del procuratore Vaccaro, voglioso di tornare a spulciare le carte di alcuni vecchi casi irrisolti, avevano portato a riaprire l’indagine ma anche questa volta, il risultato fu vano. Tanti indizi, ma nulla di davvero comprovante. Leopoldo Mariella non ha però alcuna intenzione di piegarsi di fronte ad una morte senza assassino, e lo fa attraverso una missiva che invia alle testate locali. Non è più questione di appellarsi a chi ha il potere di indagare ma una richiesta pubblicamente esposta a chi invece può possedere informazioni, prove, qualsiasi tipo di indizio che permetta l’arresto dell’omicida di Elena Mariella.

fotografia scattata all'interno di un carcere che riprende le sbarre e le entrate delle celle
*immagine di repertorio

100.000 € per incastrare l’assassino

Deluso dalla giustizia“, così si definisce Leopoldo Mariella di fronte alla seconda archiviazione del caso e ha pensato di fare “da sé”. Leopoldo Mariella si è infatti dichiarato disposto di ripagare con 100mila euro chiunque possa fornire agli inquirenti informazioni tali da incastrare l’assassino. “So che possono sembrare pochi 100.000 € ma secondo me possono cambiare la vita di qualcuno. Questa mia decisione vuole dare una spinta, economica e nello stesso tempo emotiva, a coloro che vivono o hanno vissuto per tutto questo tempo vicino all’assassino“. E ancora, sempre Loeopoldo Mariella: “Tengo a precisare che le prove devono essere attendibili e concrete. No tipo per sentito dire o altro. Quindi da deporre con la propria testimonianza presso la Procura della Repubblica di Foggia, polizia giudiziaria dei carabinieri“. Da anni Leopoldo Mariella è peraltro convinto che l’assassino sia quella vecchia fiamma della sorella, l’architetto scagionato, a sua detta, da uno scontrino poco attendibile e dalla deposizione di una testimonianza fasulla. Qualora qualcuno fosse a conoscenza di dettagli importanti e volesse accogliere l’offerta di Leopoldo Mariella, può scrivere all’indirizzo elena.mariella17.03.1993@gmail.com, mail appositamente creata e diffusa dal fratello dell’assassinata.