due foche travestite con cappellini in una vasca

La meschinità dell’uomo si riversa sugli animali presenti in zoo e acquari. Questa volta a subire le idee malsane sono state due foche in Giappone, nel New Yashima Aquarium della città di Takamatsu. Travestite, avrebbero avuto la funzione di accogliere i visitatori in maniera inusuale. La scena raccapricciante ha scosso la sensibilità di molti, ma soprattutto del mondo animalista.

Foche “addobbate” con indumenti della tradizione giapponese

Per i gestori dell’acquario giapponese avrebbe dovuto essere un siparietto divertente o un intrattenimento originale per i visitatori. Per le foche che sono state travestite è stato invece un nuovo sopruso subito. La coppia di animali è stata costretta a indossare i tipici cappellini di paglia a punta e i fazzoletti tradizionali della cultura asiatica.

A completare l'”outfit” c’era anche una lunga canna di bambù. I due esemplari “personificati” erano posti ai confini della loro vasca, come due guardiani pronti ad accogliere il pubblico presente. Alle loro spalle un’altra foca nuotava dentro a una specie di ruota in plexiglass, ricordando il movimento reiterato caratteristico dei criceti in gabbia.

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🇯🇵 New Yashima Aquarium #DontBuyATicket

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Si accende lo sdegno degli animalisti

Un visitatore ha scattato foto e girato un video per immortalare lo sbeffeggio alle povere foche dell’acquario. Ningyo La Mar d’Aprop, l’agenzia d’informazione che si occupa delle specie marine detenute in cattività in Cina e in Giappone, ha pubblicato il materiale per denunciare l’azione immorale e diseducativa.

Inutile dire che lo sdegno si è diffuso a macchia d’olio. Le polemiche giungono soprattutto dal mondo animalista. Valentina Braccia, membro di Creature del Mare Onlus, riporta Il Messaggero, ha commentato la vicenda: “Vedere animali sociali, sensibili e intelligenti costretti all’umiliazione e all’isolamento solo per incrementare il business è triste. Non capisco dove sia il divertimento. Difficile rispondere a tale quesito. Certo è che la presunta superiorità dell’uomo rispetto agli animali non dovrebbe corrispondere in una prevaricazione del primo sui secondi.