donna, letto di ospedale

La vita di Lindsay Clark, originaria di Leeds in Inghilterra, è cambiata per sempre dopo aver scoperto di essere stata sterilizzata dai medici senza il suo consenso. La ragazza 34enne, già madre di un bambino, era incinta di un secondo e la gravidanza si era complicata con l’insorgere della preeclampsia, una patologia potenzialmente letale per la madre e il feto. Dopo il parto, avvenuto con successo tramite un taglio cesareo, a Lindsay è stata comunicata la notizia: i dottori avevano dovuto rimuovere parte delle tube di Falloppio per evitare ulteriori rischi alla salute della donna, una decisione, però, di cui Lindsay non era stata informata e a cui non aveva mai dato il proprio consenso.

Negata la possibilità di scelta

Mi sono risvegliata e mi hanno detto che avevano eseguito la procedura – racconta Lindsay in un’intervista al Mirror Non la volevo e mi era stato detto che non l’avrebbero certamente fatta quel giorno”. La vicenda, accaduta nel 2014, ha portato la ragazza a interrogarsi sul rapporto tra pazienti e strutture ospedaliere: “Ero completamente sconvolta, devastata. I medici mi hanno tolto la possibilità di avere altri bambini. Come possono fare una cosa simile?” .

I dottori hanno preso la decisione a fin di bene, dato che, per le complicanze insorte in precedenza, una terza gravidanza avrebbe potuto mettere la vita di Lindsay in serio pericolo. Ma la mancanza di comunicazione è ciò che più ha inquietato la ragazza: “È una decisione enorme che avrei dovuto discutere con il mio compagno – ha dichiarato – Non è qualcosa che puoi decidere pochi minuti prima di avere un bambino. Quando mi sono svegliata, mi hanno messo di fronte al fatto compiuto. Hanno scelto al posto mio”.

25mila sterline di risarcimento

La questione ha lasciato parecchi strascichi, tanto che Lindsay ha ricevuto 25mila sterline (circa 27mila euro) di risarcimento. Lo stesso ospedale St James di Leeds, in cui era avvenuto l’intervento, ha riconosciuto le proprie carenze, dichiarando di avere ora un approccio più completo alla registrazione del consenso per i pazienti. Per la ragazza rimane il grande dolore nel raccontare ai figli la verità: “Mi si spezza il cuore ogni volta che chiedono: ‘Mamma avremo un altro fratellino o sorellina? Io rispondo che no, non possiamo”.

(In alto: immagine di repertorio)