persona con in mano un joystick

Il settore digitale è sempre più sviluppato a livello globale, e investe ogni giorno nuovi ambiti: il gaming è sicuramente uno di quelli più apprezzati, utilizzati e che segnala più frequentemente novità di portata non indifferente. Il gioco online si può declinare in decine, centinaia di diverse possibilità: un esempio di collegamento immediato sono le piattaforme a cui ormai siamo abituati e che ci vengono subito in mente quando si pensa ai migliori siti pronostici. Proviamo allora in queste righe a restringere il campo ed a concentrarci soltanto su una delle più prorompenti novità registrate negli ultimi anni: gli e-sports.

Andiamo a capire di che cosa si tratta nello specifico, come sono strutturati e quali sono le caratteristiche del settore.

Il significato di e-sports

Partiamo dal necessario presupposto, ovvero dalle basi: quando parliamo di e-sports a che cosa ci riferiamo? Effettivamente il termine è utilizzato sempre più frequentemente, è entrato ormai nel linguaggio collettivo delle generazioni più giovani e tecnologiche, ma che cosa sta realmente ad indicare? Con la definizione e-sports parliamo di tutte quelle attività di competizione elettronica organizzata che avviene tramite e grazie ai videogiochi.

In sostanza, gaming competitivo, in cui il prefisso “e” sta proprio ad indicare la natura digitale di questo tipo di attività.

Vista la rapida diffusione, gli utenti che ne usufruiscono si sono con il tempo divisi in varie categorie, basate fondamentalmente sul livello di abilità: è così che gli e-sports coinvolgono non solamente videogiocatori amatoriali, ma anche semiprofessionisti e addirittura professionisti nei vari giochi. Tutti questi utenti hanno la possibilità di affrontarsi online, in sfide individuali oppure di gruppo, con l’obiettivo ovviamente di trionfare nella partita in corso.

Si tratta quindi della versione online di qualsiasi videogame che preveda la competizione.

Attorno a questi match, però, si è andato a costituire un variegato e molto interessante ecosistema: gli e-sports non includono dunque solamente i videogiocatori, ma anche tutta una serie di altre figure professionali o meno, che seguono (in maniera diretta o indiretta) lo svolgimento degli avvenimenti. Si passa quindi dagli streamer ai developer/publisher, per arrivare ai broadcaster e ovviamente agli organizzatori di eventi. Il movimento ha preso una piega talmente coinvolgere e in voga che è arrivato anche a veder partecipare la pubblicità, con i vari brand che si accaparrano team o giocatori singoli per essere sponsorizzati.

Partendo da questi presupposti, poniamoci un’altra domanda: davvero è una realtà utilizzata per qualsiasi tipo di videogioco che supporti la competizione online? La risposta è positiva. Chiaramente, con trend e numeri di share differenti. I principali generi seguiti, in Italia ma nel mondo intero, svariano tra le seguenti categorie: dai MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) agli FPS (First Person Shooter) fino ai videogiochi sportivi, i fighting games e gli ODCCG (Online Digital Collectible Card Games). Più recenti sono invece i Battle Royale e gli RTS (Real Time Strategy).

I numeri in Italia

Il settore sembra essere particolarmente apprezzato entro i nostri confini. Si tratta certamente di un fenomeno globale, ma il 2019 in Italia ha registrato numeri da record. Secondo gli ultimi dati forniti da Aesvi e Nielsen, ci sono più di 1.200.000 fan, tra i 16 e i 40 anni, si sono collegati durante l’anno per seguire eventi e-sports settimanalmente, mentre sono quasi 400.000 gli appassionati attivi quotidianamente sui server.

Ma dove è possibile guardare gli e-sports? Quali sono le modalità di fruizione? Si tratta di piattaforme di streaming, che negli ultimi anni si sono sviluppate sempre più, di pari passo all’attività stessa.

Le principali, alcune di queste sono canali estremamente famosi, sono le seguenti: YouTube, Twich, Facebook, Gaming, Mixer e Caffeine. Le varie piattaforme si differenziano per le esclusive dei diversi prodotti che possono vantare.