Antonello Ieffi

L’imprenditore Antonello Ieffi si è ritrovato in questi giorni al centro di accuse molto pesanti: secondo quanto ripotato da numerose fonti, infatti, è stato arrestato per una truffa ai danni dello Stato, essendosi aggiudicandosi illecitamente una gara per la fornitura di mascherine necessarie per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Ieffi è già stato accusato in passato di reati simili, ma non ha condanne a suo carico ed ha sempre negato il suo coinvolgimento in affari poco leciti.

Il ritratto che ne viene fuori è dunque quello di un uomo che è riuscito a stare sempre in equilibrio tra imprenditoria e gossip, rivelandosi brillante nel campo economico, ma anche in quello sociale, come dimostrano le amicizie vip ad esempio con Fabrizio Corona e il flirt con Manuela Arcuri.

Chi è l’imprenditore Ieffi

Antonello Ieffi è nato nel 1978 a Cassino, Frosinone. Nato da genitori insegnanti, nel 1997 si trasferisce a Roma, dove successivamente si laurea a pieni voti alla Luiss. Un mese prima della conclusione del suo percorso accademico, Antonello Ieffi mette in piedi la E-Building (società per azioni di cui è tuttora proprietario e amministratore unico).

La stessa si occupa dello sviluppo e realizzazione di impianti per la produzione di energia da tutte le principali fonti rinnovabili.

Neolaureato con la lode, collabora con i Ministri

L’appellativo di “enfant prodige” spesso attribuito ad Antonello Ieffi non si basa però solo sul suo impegno nello sfruttamento dell’energia rinnovabile.

Come esplicitato in un comunicato stampa rilasciato dalla stessa E-Building per il sito Financial Class in cui Ieffi si racconta (scagionandosi tra l’altro da accuse passate e definendo tali accuse come “fake news”), da neo laureato gli vengono offerte due collaborazioni per cattedre legate all’ambito politico-economico.

Una alla Luiss e l’altra presso La Sapienza (cattedre rispettivamente del Prof. Antonio Martino – allora Ministro della Difesa – e del Prof. Antonio Marzano, Ministro delle Attività Produttive in quegli anni).

La rinuncia al dottorato

Nel 2002 risulta vincitore di un Dottorato in Information Technology presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli. Ieffi rinunciò però al dottorato per seguire le attività accademiche e per accettare l’incarico da funzionario presso l’IPI (Istituto per la Promozione Industriale) offertogli dall’allora Ministro Antonio Marzano.

Il flirt tra Manuela Arcuri e Antonello Ieffi

Come detto, Ieffi si è sempre giostrato tra l’imprenditoria ed il mondo del gossip.

Si è spesso ritrovato sulle copertine patinate, grazie anche ad amicizie importanti con gente famosa, tra cui Fabrizio Corona e Manuela Arcuri.

Stando a quanto riportano i quotidiani specializzati, sembra che Ieffi abbia avuto un flirt con Manuela Arcuri nel 2012. Foto di loro insieme sono finite al centro del gossip, anche grazie al fatto di essere sicuramente una coppia molto fotogenica. I due sono comparsi assieme quando vennero fotografati a Malindi, niente di meno che dall’amico Flavio Briatore.

Successivamente la coppia è stata immortalata un’ultima volta a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

La precoce fine della coppia

Dopo le foto a Dubai non vi è più alcuna traccia dei due insieme, motivo per il quale si parla più di flirt che di storia d’amore tra i due.

Oggi la Arcuri è felicemente sposata con l’imprenditore Giovanni Di Gianfrancesco, il che dimostra ulteriormente come la sua strada si sia totalmente separata da quella Antonello Ieffi.

I precedenti non definitivi di Ieffi

Sulla vita imprenditoriale di Ieffi ci sono molte ombre, mai confermate, tanto che la stessa Guardia di Finanza di Roma che oggi indaga sull’affare delle mascherine li ha definite come “precedenti non definitivi”.

Antonello Ieffi è infatti stato denunciato ed indagato negli anni per i reati di truffa (anche con la variante del “conseguimento di erogazioni pubbliche”), appropriazione indebita, simulazione di reato e calunnia. Inoltre, stando a quanto riportano numerose fonti, risultano diverse segnalazioni a suo carico di operazioni sospette per riciclaggio.

Le accuse di oggi: la truffa delle mascherine

In questi giorni l’imprenditore Ieffi è indagato per i reati di turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Le accuse, riportate da numerose fonti, sono state mosse a seguito di una gara d’appalto promossa da Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, facente capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Il valore complessivo della gara si aggirava intorno ai 253 milioni di euro ed era stata bandita tramite procedura speciale dallo Stato per far fronte alla mancanza di attrezzatura medica nell’affrontare l’emergenza Coronavirus.

3 milioni di mascherine in 3 giorni

Come riportato, il lotto che si era aggiudicato Ieffi tramite la Biocrea era il numero 6, per un importo di circa 15,8 milioni di euro, e prevedeva la fornitura di circa 24 milioni di mascherine chirurgiche. Secondo il contratto di aggiudicazione, era prevista una prima consegna in tempi rapidi: 3 milioni di mascherine entro 3 giorni.

La Biocrea si sarebbe rivelata una “scatola vuota, secondo le parole dei finanzieri che oggi indagano. In altre parole una società agricola di fatto inattiva, addirittura senza dipendenti.

I primi sospetti sulla scatola vuota

La gara d’appalto è stata vinta dalla Biocrea il 12 Marzo, i sospetti della Consip hanno iniziato a prendere forma quando il 16 Marzo, dunque dopo la scadenza del termine per la prima consegna di 3 milioni di mascherine, Ieffi ha iniziato a giustificare il ritardo accampando scuse ritenute poco credibili.

I successivi approfondimenti, anche in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, avrebbero rivelato la presenza a carico di Biocrea di pregresse posizioni debitorie per violazioni tributarie.

L’annullamento del contratto di aggiudicazione

La mancanza del carico di mascherine promesse e la pregressa posizione debitoria di Biocrea (già di per sé stessa causa di esclusione dalla gara) ha permesso l’annullamento da parte di Consip del contratto di aggiudicazione.

Antonello Ieffi sembrerebbe dunque aver lucrato sull’emergenza Coronavirus, “giocando d’azzardo sulla salute pubblica”, come scritto anche nell’ordine d’arresto dal giudice dell’indagine preliminare Valerio Savio.

La reiterazione e il carcere

Inoltre dalle intercettazioni acquisite dagli investigatori della Finanza, sarebbe emerso che l’imprenditore aveva intenzione di aggiudicarsi un’altra gara dal valore di oltre 64 milioni di euro, tramite un’altra società – la Dental Express H24 – per l’approvvigionamento di altro materiale medico-sanitario che non includeva le mascherine.

Sembrerebbe derivare da questo secondo tentativo di turbativa d’asta la decisione del giudice di assecondare la richiesta di incarcerazione di Ieffi della Procura: il rischio di reiterazione del reato e inquinamento delle prove dimostrato da Ieffi durante le intercettazioni sarebbe troppo alto per consentire gli arresti domiciliari.

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