Ponte Morandi, il controllore dei rischi del ponte in un'intercettazione:

Sono trascorsi quasi 3 anni dal drammatico crollo del viadotto Polcevera comunemente noto anche solo come Ponte Morandi, il ponte autostradale costruito a Genova negli anni ’60. Nel crollo del ponte, avvenuto il 14 agosto del 2018, persero la vita 43 persone e furono oltre 500 le persone che, successivamente al crollo, rimasero senza casa.

Arrivano oggi, a distanza di anni, nuovi dettagli che sarebbero emersi da un lavoro di intercettazione da parte degli inquirenti e dal quale si evincerebbe come la persona incaricata di classificare il rischio del ponte Morandi non lo avrebbe mai visto fisicamente.

Ponte Morandi, al vaglio le intercettazioni

A riportare questi nuovi dettagli che arrivano a corredo di una lunga inchiesta sulla tragedia del crollo del ponte Morandi, è Ansa. Nuovi dettagli che, come detto, sarebbero emersi da un lungo lavoro d’intercettazione da parte degli inquirenti. Dettagli ora in mano alla Procura di Genova. Come riporta Ansa, l’intercettazione riguarderebbe una chiamata intercorsa nel marzo del 2019 tra Roberto Salvi, membro operativo del risk management di Autostrade e il padre.

Una chiamata rivelatasi essere, stando a quanto riportato da Ansa, uno sfogo di Salvi dopo un controllo da parte della Guardia Finanza sui criteri adottati per redigere il Catalogo dei rischi aziendali di Atlantia.

Mi sono posto il problema e sono andato da quello che si occupa dei ponti. Gli ho chiesto: dov’è che potrebbe avvenire una catastrofe? Lui mi ha aperto il computer e mi ha fatto vedere, ‘Ecco qui’. Finito. È così che è nata“, sarebbero state le parole di Salvi al padre e il riferimento a quel “Ecco qui‘, sarebbe da intendersi al Ponte Morandi.

Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte

E ancora, secondo quanto riportato da Ansa delle intercettazione: “Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte mi han detto: ‘Fai l’analisi dei rischi catastrofali.

E io: ok“. Emergerebbe dunque, da queste parole, come l’uomo che aveva ricevuto l’incarico di classificare il rischio del ponte Morandi non sarebbe mai stato a Genova e non avrebbe mai visto dal vivo, fisicamente, il Morandi.