Cronaca

Covid e cambio di colore delle regioni: oggi il report dell’Iss per valutare la situazione contagi

La situazione dell'aumento dei contagi potrebbe presto portare ad un cambio di colore delle regioni, ora tutte ancora in zona bianca. Trieste e la Lombardia sotto osservazione.
Roberto Speranza in primo piano

Torna il venerdì dei mesi passati, quando si aspettava il report dell’Iss per capire se dal lunedì successivo si sarebbe incappati in un cambio di colore della regione. I numeri dei contagi, infatti, salgono e il rischio di non avere più un’Italia completamente in zona bianca si fa via via più concreto. Intanto il Governo continua a spingere sulla terza dose.

La situazione dei contagi in Lombardia e Trieste

Stando agli ultimi dati, in Italia, nella giornata di ieri si sono registrati 8.569 contagi, con un tasso positività dell’1,43%, e 67 morti.

A parlare subito di cambio di colore delle regioni è Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia che specifica che al momento la sua “è una Regione bianca in cui non vi sono limitazioni particolari perché i dati sono ancora abbastanza buoni, ma giorno per giorno si stanno incrinando e ci stanno portando verso una situazione che potrebbe cambiare da bianca a gialla“. Qualcosa quindi potrebbe cambiare presto: “Con l’avvicinarsi della stagione fredda dobbiamo comunque fronteggiare una ripartenza della diffusione del virus“, ha infatti spiegato.

Umberto Lucangelo, primario della Terapia intensiva dell’ospedale, ha svelato la situazione che si vive a Trieste al Corriere della sera: “Stiamo tornando ai periodi più bui della pandemia, reparti al limite, spostamento di risorse, doppi turni. E con l’amarezza di assistere all’atteggiamento scellerato di chi non si vaccina credendo alla fantascienza”. E ancora, per spiegare meglio i dettagli dell’emergenza: “Succede che la crescita veloce e importante dei casi si sta riversando sui reparti mettendoci in difficoltà. Abbiamo la terapia semi intensiva piena, gente in pronto soccorso in attesa di essere collocata e l’intensiva con 11 posti occupati.

Se si superano i 18 bisogna ridurre gli interventi programmati“.

Terza dose per i 40-60 anni dal 1 dicembre

E allora, per fronteggiare quella che già si fa chiamare quarta ondata, il Governo spinge sulla terza dose. La campagna vaccinale sarà infatti presto aperta anche alla fascia d’età che va dai 40 ai 60 anni dal 1 dicembre. A rivelarlo il ministro della Salute Roberto Speranza durante il question time alla Camera, di qualche giorno fa, dove ha anche illustrato la possibilità di una modifica della durata del green pass.

Speranza ha infatti spiegato come allo studio del governo ci sia “un percorso di approfondimento per acclarare se vi siano le condizioni per valutare diversamente il certificato verde rilasciato ai guariti“.

E ancora: “Le evidenze suggeriscono che il rischio di reinfezione è basso se l’esposizione si verifica entro 3-6 mesi dalla diagnosi iniziale“, spiega Speranza, “La norma che ha consentito l’estensione da 9 a 12 mesi del green pass per i vaccinati è stata frutto di un’unica e univoca volontà parlamentare: l’estensione del green pass fino a 12 mesi potrà essere rivista in futuro se emergeranno nuovi dati o studi.

Ogni settimana l’Iss presenta un rapporto sull’efficacia dei vaccini e i dati consentono di aggiornare le indicazioni. Da settembre osservati primi segnali di perdita di efficacia per cui è raccomandata una dose aggiuntiva per alcune categorie“.

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