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Garlasco, Dna di Sempio sotto le unghie di Chiara: “È arrivato così”. La verità della difesa

Pubblicato: 28/11/2025 22:51

L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, è tornato al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria a seguito di nuove analisi genetiche che hanno rilevato una compatibilità tra l’aplotipo Y trovato su due unghie della vittima e la linea paterna del profilo biologico di Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio.

Questa scoperta ha riacceso il dibattito sul caso, già segnato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi. Tuttavia, la difesa di Sempio ha prontamente elaborato una tesi alternativa per spiegare la presenza di tracce genetiche, sostenendo che il contatto tra il DNA di Sempio e Chiara Poggi sarebbe avvenuto in maniera indiretta, escludendo quindi la presenza fisica di Sempio sulla scena del crimine o un contatto diretto con la vittima al momento dell’omicidio.

La compatibilità genetica e il contesto familiare

Le risultanze emerse dall’analisi biostatica condotta dalla genetista Denise Albani del gabinetto di polizia scientifica, e perita nominata dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli nell’incidente probatorio, hanno evidenziato che l’aplotipo Y rilevato nel 2007 sulle unghie di Chiara Poggi mostra una compatibilità con la linea paterna di Andrea Sempio.

È cruciale sottolineare che, sebbene tale compatibilità sia stata rilevata, la genetista Albani aveva già specificato, lo scorso 26 settembre davanti al giudice, che le risultanze indicano un contesto familiare di appartenenza e non identificano una singola persona. Lo studio di probabilità è stato condotto inserendo i dati di Sempio e di altri otto soggetti, inclusi Alberto Stasi, Marco Poggi (fratello della vittima) e amici stretti di quest’ultimo, in un database internazionale per eseguire i confronti. Tali confronti hanno portato alla luce la compatibilità con la linea paterna di Sempio, oltre a quella con un altro DNA maschile ignoto e non identificabile. Questo dettaglio è fondamentale per comprendere che la traccia genetica, di per sé, non costituisce una prova univoca di colpevolezza per Sempio, ma suggerisce l’appartenenza a un gruppo familiare.

L’ipotesi della contaminazione tramite telecomando

Per controbattere l’implicazione di un contatto diretto e potenzialmente correlato all’omicidio, la difesa di Andrea Sempio, rappresentata dalla genetista Marina Baldi e dall’avvocato Angela Taccia, ha proposto la tesi del contatto mediato da un oggetto come possibile fonte della contaminazione del DNA. La genetista Baldi, nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, ha spiegato che il team difensivo ha valutato attentamente la scena del crimine e ha elaborato diverse ipotesi sulle fonti di contaminazione. Tra queste, l’ipotesi del telecomando è stata ritenuta la più plausibile. L’argomentazione si basa sulla possibilità che Chiara Poggi abbia sfiorato un oggetto precedentemente toccato da Andrea Sempio, trasferendo così le tracce genetiche per contatto indiretto sulle proprie unghie.

L’avvocato Angela Taccia ha supportato questa ricostruzione fornendo dettagli sulla frequentazione della casa da parte di Sempio e sulle abitudini di Chiara Poggi. Secondo il legale, la stanza in cui era posizionata la televisione era una delle aree della casa più frequentate da Andrea Sempio all’epoca dei fatti. Il collegamento con la vittima è stato stabilito grazie al fatto che, la mattina dell’omicidio, Chiara Poggi aveva fatto colazione in quella stessa stanza con la televisione accesa. L’azione di accendere o cambiare canale, dunque, avrebbe comportato il contatto della vittima con il telecomando sul quale, secondo l’ipotesi difensiva, si sarebbero già depositate tracce del DNA di Sempio. Questo meccanismo spiegherebbe come l’aplotipo Y compatibile sia potuto arrivare sotto le unghie della vittima senza la necessità di un incontro fisico diretto e violento con Sempio.

Le prossime tappe dell’inchiesta e i nodi da sciogliere

Le indagini e gli approfondimenti continuano, e le conclusioni della genetista Denise Albani sono attese per il 18 dicembre prossimo. In quella data, la perita presenterà formalmente i risultati e le valutazioni dello studio biostatico. La questione centrale che la magistratura e le parti dovranno affrontare è proprio stabilire se il DNA rilevato sulle unghie sia “da contatto” (ovvero direttamente trasferito durante un’aggressione) o “mediato” da qualche oggetto, come suggerito dalla difesa. La distinzione tra queste due modalità di trasferimento è cruciale, in quanto la prima potrebbe implicare la presenza di Sempio sulla scena e il suo coinvolgimento nell’aggressione, mentre la seconda rafforzerebbe la tesi di una contaminazione accidentale e innocente. Nonostante la compatibilità genetica, la genetista Baldi ha ribadito che la perizia non è identificativa di Sempio, il quale, attraverso il suo legale, continua a dichiarare la propria innocenza. L’inchiesta su Garlasco, quindi, resta aperta, con l’obiettivo di chiarire definitivamente la valenza della traccia genetica e il suo ruolo nel contesto del delitto.

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