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Hezbollah a Papa Leone: “Rifiuti l’aggressione israeliana al Libano”

Pubblicato: 29/11/2025 15:39

In vista della visita di Papa Leone XIV in Libano, Hezbollah invia un messaggio diretto al Pontefice, chiedendogli di condannare quella che definisce “l’ingiustizia e l’aggressione israeliana” contro il Paese dei Cedri. Un appello che arriva in un momento di forte tensione regionale, con un cessate il fuoco fragile e una situazione militare ancora irrisolta nel sud del Paese.

L’appello del movimento sciita al Pontefice

Nel comunicato diffuso alla vigilia dell’arrivo del Papa, Hezbollah afferma di voler cogliere l’occasione della visita per ribadire il proprio impegno alla coesistenza e alla difesa del Libano.
«Riaffermiamo il nostro impegno a stare al fianco del nostro esercito e del nostro popolo per affrontare qualsiasi aggressione», si legge nella nota, dove l’organizzazione filo-iraniana definisce l’azione israeliana «un’aggressione inaccettabile e continua».
Hezbollah dice di confidare nella posizione del Pontefice affinché “rifiuti l’ingiustizia e l’aggressione” contro il Libano, sottolineando il ruolo morale e diplomatico della Santa Sede nel panorama internazionale.

Le parole del leader Qassem: “Una visita che può portare pace”

Ieri il leader del movimento, Naïm Qassem, ha accolto «con favore» l’imminente visita del Papa, esprimendo la speranza che possa contribuire a diffondere la pace, sostenere il Libano e «porre fine all’aggressione israeliana».
Qassem ha annunciato che verrà consegnata una lettera ufficiale al Pontefice, destinata a essere poi diffusa dai media, nella quale Hezbollah esporrà le proprie richieste e la propria posizione sul conflitto in corso. Il leader ha inoltre ribadito che dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, nel novembre 2024, Hezbollah ne avrebbe rispettato i termini, chiedendo la fine dei raid israeliani.

Verso una nuova escalation? Il quadro sul terreno

Il Libano vive ancora le conseguenze della guerra aperta tra Hezbollah e Israele dello scorso autunno. L’operazione dell’Idf aveva portato a una penetrazione profonda nel territorio libanese, seguita poi da un accordo che prevedeva:

  • il ritiro israeliano,
  • il dispiegamento dell’esercito libanese nel sud,
  • il ripiegamento dei miliziani di Hezbollah a nord del fiume Litani,
  • il disarmo del movimento sciita.

Gran parte delle truppe israeliane ha effettivamente lasciato il Paese, ma cinque postazioni strategiche sono rimaste operative. Parallelamente continuano i raid aerei contro obiettivi di Hezbollah, mentre il movimento rifiuta categoricamente di disarmarsi.

Questa posizione sta alimentando frizioni con il governo di Beirut, sottoposto a pressioni crescenti da parte degli Stati Uniti e preoccupato per l’eventualità di una nuova operazione militare israeliana.

Un appello che arriva in un momento delicatissimo

Il messaggio a Papa Leone XIV segna un ulteriore passo nella battaglia diplomatica che accompagna il conflitto. La visita del Pontefice potrebbe diventare un momento di forte visibilità internazionale per il Libano, e Hezbollah tenta di orientare la narrativa puntando il dito contro Israele e presentandosi come forza di resistenza.
Resta ora da capire se l’appello avrà un riscontro da parte della Santa Sede e in che modo la visita papale influenzerà il già fragile equilibrio del Paese dei Cedri.

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