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“Inaccettabile”. Garlasco, Sempio si infuria in tv: quella frase proprio non gli è piaciuta

Pubblicato: 29/11/2025 17:12

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, risalente al 13 agosto 2007, è tornato al centro dell’attenzione mediatica in occasione di una recente puntata di Quarto Grado su Rete4. Durante la trasmissione, l’indagato Andrea Sempio, 37 anni, ha deciso di intervenire a sorpresa per respingere con forza una delle accuse che gli viene mossa: quella di essere ossessionato da Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima, condannato a 16 anni di reclusione per il delitto.

L’intervento di Sempio, avvenuto tramite un messaggio scritto alla giornalista Martina Maltagliati durante la diretta di venerdì 28 novembre, ha cercato di fare chiarezza su diverse questioni sollevate nel corso del programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. La sua presa di posizione è un tentativo di smentire interpretazioni e ricostruzioni che, a suo dire, traviserebbero il suo reale interesse per la figura di Stasi, focalizzato unicamente sui suoi interventi pubblici e non su una morbosità personale.

Il messaggio che prova a smentire i sospetti

L’esigenza di Andrea Sempio di intervenire è nata dalla volontà di negare categoricamente l’esistenza di un’ossessione nei confronti di Alberto Stasi. Nel suo messaggio, Sempio ha cercato di circoscrivere la sua interazione mediatica con il caso. Ha specificato di aver commentato l’ex fidanzato di Chiara Poggi solo in occasione di interviste pubbliche da lui rilasciate. A titolo di esempio, ha citato un commento risalente all’epoca di un’intervista di Stasi al programma Le Iene, scrivendo: «Quando era uscita l’intervista di Stasi alle Iene avevo scritto sicuramente “Stasi lo stanno facendo santo”. Fine». Con queste parole, l’indagato ha voluto sottolineare come i suoi riferimenti a Stasi siano stati reazioni estemporanee a eventi mediatici e non il frutto di una riflessione o di un interesse costante e profondo.

Relativamente ai suoi diari personali, un altro punto toccato dalle indagini e dai media, Sempio ha ridimensionato l’importanza dei riferimenti ad Alberto Stasi. Egli ha affermato che nei suoi quaderni non si trovano «grosse riflessioni» sul condannato, ma soltanto «frasi di poche parole sparse qua e là». L’unica eccezione che ammette riguarda alcuni quaderni biografici in cui Sempio ha ripercorso le tappe della sua vita, includendo ovviamente anche il periodo compreso tra il 2016 e il 2017, anni in cui venne coinvolto nell’indagine per l’omicidio di Garlasco. Anche in questo caso, però, l’indagato ha tenuto a precisare che il focus centrale di tali scritti rimane la sua esperienza personale e il suo vissuto, e non l’ex fidanzato della vittima.

Un elemento particolarmente controverso e che ha alimentato i sospetti di un’ossessione è stato un post pubblicato da Sempio su Facebook nel luglio 2020. Si trattava di un’immagine contenente frasi tratte dal celebre libro “Il Piccolo Principe”. Queste citazioni erano state interpretate da alcuni come un messaggio indiretto o un riferimento velato e simbolico rivolto proprio ad Alberto Stasi. Andrea Sempio, tuttavia, ha respinto fermamente questa interpretazione. Nella sua replica, ha ribadito con chiarezza che quelle citazioni non avevano «nulla a che vedere» con il fidanzato di Chiara Poggi. Secondo la sua versione, si tratterebbe di interpretazioni forzate, di collegamenti artificiosamente costruiti da altri in assenza di qualsiasi fondamento reale o intenzione da parte sua.

Nessuna ossessione, solo risposte a provocazioni

La conclusione del messaggio inviato da Andrea Sempio a Quarto Grado è una netta e perentoria smentita dell’ossessione che gli viene attribuita. «L’ossessione per Stasi però proprio no, la smentisco a meno che non inizino a prendere cose a caso riferendole a lui», ha dichiarato l’indagato. In sintesi, Sempio ha ribadito di non dedicare a Stasi particolari attenzioni o tempo, limitando i suoi commenti e le sue menzioni a circostanze in cui l’ex fidanzato di Chiara Poggi è tornato alla ribalta mediatica. Il suo intervento in diretta TV mira quindi a dissipare le ombre e a riaffermare che le sue presunte “fissazioni” non sono altro che risposte circoscritte agli eventi e alle interviste pubbliche legate al caso Garlasco, e non la manifestazione di un interesse morboso per la figura di Alberto Stasi.

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