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Milan-Lazio, caos nel finale! È successo di tutto

Pubblicato: 29/11/2025 23:05

Il match tra Milan e Lazio, già di per sé carico di tensione e agonismo per l’importanza dei punti in palio, ha raggiunto il suo apice drammatico in un finale a dir poco incandescente. La partita, che sembrava avviarsi verso la sua conclusione ordinaria, è stata prolungata ben oltre i canonici novanta minuti, spingendosi oltre il centesimo minuto di gioco effettivo, trasformando gli ultimi istanti in una vera e propria maratona emotiva e decisionale.

Le decisioni arbitrali prese in questo segmento conclusivo non solo hanno influenzato il risultato finale, ma hanno anche acceso feroci polemiche e acceso gli animi in campo e sugli spalti, lasciando uno strascico di recriminazioni soprattutto da parte della squadra capitolina. Il campo si è trasformato in un teatro di proteste, con i giocatori della Lazio che si sono sentiti privati di una chance cruciale per pareggiare o addirittura vincere la gara.

Le proteste per il rigore negato

Il momento di maggiore tensione si è materializzato quando i giocatori della Lazio hanno vigorosamente reclamato un calcio di rigore. L’azione contestata è avvenuta all’interno dell’area di rigore del Milan, coinvolgendo un presunto tocco di mano da parte del difensore rossonero, Pavlovic. La palla, in una mischia concitata, sembrava aver colpito il braccio o la mano del calciatore milanista. La panchina e i giocatori laziali si sono immediatamente riversati verso l’arbitro, sollecitando un intervento e la concessione della massima punizione. La pressione era enorme, con il risultato ancora in bilico e i minuti che scorrevano inesorabilmente. L’arbitro, consapevole della gravità del momento e della potenziale influenza sul risultato, ha saggiamente optato per la revisione al VAR, un protocollo ormai irrinunciabile in situazioni di questo calibro.

La lunga e meticolosa revisione al Var

La consultazione del Video Assistant Referee si è protratta per un periodo estremamente lungo, aumentando a dismisura l’attesa e la frenesia di entrambe le squadre. L’arbitro ha minuziosamente rivisto le immagini da diverse angolazioni, cercando di determinare con assoluta certezza se il tocco di mano di Pavlovic fosse sanzionabile o meno. La decisione, dopo una verifica estesa e approfondita, è stata quella di non assegnare il calcio di rigore alla Lazio. Il motivo di questa scelta, comunicato successivamente e desumibile dalle dinamiche in campo, è stato la constatazione di un fallo precedente commesso da un attaccante laziale sul difensore del Milan, proprio prima del presunto tocco di mano. Questo antecedente falloso ha di fatto invalidato l’azione successiva, rendendo irrilevante l’eventuale tocco di mano di Pavlovic. La decisione ha scatenato l’ira funesta dei giocatori e dei membri dello staff laziale, che hanno contestato aspramente la scelta arbitrale, ritenendola ingiusta e decisiva per l’esito finale della partita.

L’espulsione di Massimiliano Allegri

In questo clima già surriscaldato e teso, l’attenzione si è spostata anche verso la panchina del Milan. Nel concitato finale, con le polemiche che imperversavano per il rigore negato, l’allenatore rossonero, Massimiliano Allegri, è stato protagonista di un altro episodio di grande impatto. Per motivi riconducibili a eccessive proteste o a un atteggiamento ritenuto non consono nei confronti della quaterna arbitrale, Allegri è stato espulso. La sua allontanamento dal campo ha aggiunto un ulteriore strato di drammaticità a un finale già infuocato, evidenziando la pressione inaudita che grava sulle figure tecniche in momenti così cruciali della gara. L’espulsione di un allenatore di tale caratura e in un frangente così delicato ha suggellato la natura eccezionalmente tesa e ricca di colpi di scena degli ultimissimi minuti di gioco.

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Ultimo Aggiornamento: 29/11/2025 23:06

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