
Il viaggio in Argentina avrebbe dovuto essere una parentesi di lavoro e leggerezza, un’occasione per ritrovare amici e condividere un panorama affacciato sull’oceano. Invece, per Leticia Lembi, 33 anni, tutto si è fermato in pochi secondi sulla scogliera di Los Acantilados, a Mar del Plata, dove un equilibrio perso nel punto sbagliato ha trasformato un gesto istintivo in una tragedia definitiva. La giovane giornalista e consulente di marketing era partita per partecipare a un evento professionale, ma nella sera del 26 novembre quel precipizio di oltre venti metri ha inghiottito la sua vita davanti agli occhi del cugino e degli amici che erano con lei. Un attimo, un urlo, e poi il silenzio delle rocce.
La piattaforma da cui stava scattando la foto era deteriorata, corrosa dall’erosione eppure ancora frequentata da chi, come lei, cercava una prospettiva migliore sul mare. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la caduta è stata immediata e la morte probabilmente istantanea. Il corpo è stato recuperato dopo ore, mentre il pubblico ministero incaricato confermava il carattere pienamente accidentale dell’episodio, senza margini di incertezza. La scena, raccontano, è stata vissuta da più persone presenti nella zona, che hanno sentito le urla e compreso in un momento che non c’era più nulla da fare.
Inchiesta sull’area pericolosa
La morte di Leticia apre inevitabilmente domande su quel tratto di scogliera, noto per la sua bellezza ma segnato da anni di incuria. La struttura da cui la ragazza osservava il panorama era stata più volte indicata come fragile, un punto che molti continuavano a raggiungere per scattare foto nonostante lo stato precario. A Mar del Plata non è la prima volta che si discute della sicurezza dei punti panoramici, spesso lasciati alla responsabilità individuale anche quando la natura li rende instabili.
Gli investigatori hanno acquisito testimonianze e verificato lo stato dell’area, mentre amici e colleghi della 33enne tracciano il ritratto di una giovane dinamica, appassionata di giornalismo e innamorata dei suoi cani, soprattutto dei bassotti che riempivano la sua vita quotidiana. Da pochi mesi conviveva con il fidanzato e lavorava per un’agenzia di marketing dal 2021, dopo un passato come corrispondente del quotidiano La Voz del Pueblo. Chi l’ha conosciuta la descrive come intraprendente, sempre in movimento, capace di entusiasmo e dedizione. Anche il procuratore Carlos Russo, che ha ricostruito gli ultimi istanti, ha chiarito che tutto è avvenuto mentre stava scattando foto e video, un gesto che per lei era parte naturale del suo modo di raccontare e vivere il mondo.
Memoria di una vita interrotta
Nelle ore successive alla tragedia, tra amici, colleghi e lettori del suo passato giornalistico si è diffusa una stessa sensazione: la fragilità dei momenti che inseguono la perfezione di un’immagine. Leticia viveva di comunicazione, di storie e di immagini. Ed è proprio un’immagine, quella che voleva scattare dal bordo della scogliera, a essere diventata il suo ultimo istante. Una giovane donna che si muoveva con coraggio nel suo lavoro, che credeva nella forza del racconto, che aveva appena iniziato una nuova fase della sua vita sentimentale e professionale. Sono ricordi che ora restano sospesi su quella piattaforma consumata dal tempo, sulla quale altri continueranno ad affacciarsi senza immaginare che lì, tra vento e mare, si è chiusa la storia di una giovane donna che cercava soltanto un’inquadratura più bella.


