Vai al contenuto

Scontro aperto nell’opposizione: Conte conferma la presenza ad Atreju, Schlein si sfila e nel M5S crescono i malumori

Pubblicato: 29/11/2025 09:10

Giuseppe Conte non arretra di un passo. Nonostante la segretaria dem Elly Schlein abbia rinunciato al confronto a tre con Giorgia Meloni sul palco di Atreju, il leader del Movimento 5 Stelle ribadisce che lui ci sarà. Intervistato agli Stati generali della ripartenza, rilancia: «Confermo la mia disponibilità». Una scelta che divide il fronte progressista e alimenta nuovi attriti politici.

Il presidente M5S ricostruisce anche le ultime settimane, rivelando un retroscena: quando era premier partecipò alla festa di Fratelli d’Italia e, lo scorso anno, chiese un confronto pubblico con Meloni, proposta respinta. Quest’anno, racconta, ha dato ancora una volta il suo sì, chiedendo di nuovo un faccia a faccia con la premier. La risposta? «Non era possibile». Poi cambia tutto: Schlein chiede un confronto diretto e FdI contatta lo staff di Conte proponendo il dibattito a tre. L’ex premier accetta: «Faccio quello che volete, io sono disponibile». Ma, appena informata della presenza di Conte, la segretaria dem fa un passo indietro. «Mi dispiace — dice lui — potevamo incalzare insieme la presidente del Consiglio».

Rocco Casalino: “Ha sbagliato tutto”

Intanto, nel M5S si accende un’altra polemica di peso. Rocco Casalino attacca duramente Schlein: per l’ex portavoce di Conte, la leader dem avrebbe commesso «un errore strategico enorme», rinunciando a un’occasione per mettere in difficoltà Meloni sul terreno economico. Un atteggiamento, sostiene, che avrebbe confermato l’immagine di un Pd «radical chic» e «supponente». Non solo: Casalino accusa la segretaria dem di aver paragonato Conte «a un Salvini qualsiasi» e di aver sminuito gli alleati di Avs, dal momento in cui ha citato Fratoianni e Bonelli come fossero figure marginali.

Mentre il clima politico si surriscalda, all’interno del Movimento emergono divergenze significative. Chiara Appendino, voce sempre più influente nell’area progressista, riapre il dibattito sulla guerra in Ucraina. «Non esiste una pace giusta, esiste solo la pace possibile» sostiene la vicepresidente M5S, affermando che Kiev dovrebbe valutare la cessione di alcuni territori pur di fermare il conflitto. Una posizione che stride con la linea ufficiale del partito e che rischia di acuire ulteriormente le tensioni interne.

Confronti mancati, leadership contestate, fratture crescenti: Atreju non è ancora iniziato, ma la battaglia politica è già esplosa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 29/11/2025 09:11

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure