
Certe assenze non fanno rumore, eppure lasciano un vuoto che echeggia più forte di qualsiasi clamore. Quando una figura così centrale, un pilastro discreto e fondamentale, si congeda in silenzio, il dolore si posa sulle redazioni e sulle vite come una polvere sottile ma inesorabile. È il dolore per la perdita di chi non amava stare sotto i riflettori, ma senza la cui guida sapiente e la cui proverbiale lucidità, il lavoro quotidiano sembra improvvisamente privo di una bussola essenziale.
Il lutto non è solo per la professionista di indiscusso valore e la straordinaria competenza che ci lascia, ma per la donna sorridente e forte che ha saputo affrontare la vita con coraggio ammirevole e una dignità intatta, anche nei momenti di maggiore difficoltà personale. Questa partenza, avvenuta in punta di piedi, lascia dietro di sé la malinconia per i progetti interrotti e l’affetto imperituro di chi, nel suo lavoro tranquillo e nella sua presenza rassicurante, trovava un punto di riferimento insostituibile.
Addio a Loredana Bartoletti
Se ne è andata in silenzio, in punta di piedi – con la stessa discrezione e dedizione con cui aveva sempre lavorato e vissuto – una vera signora del giornalismo italiano. Loredana Bartoletti era una di quelle figure magiche e indispensabili che, pur non ambendo mai alla prima fila e rifuggendo i riflettori, rappresentano il sale e l’ossatura portante di ogni redazione di successo. Il suo ruolo andava ben oltre il semplice reportage: era lei che organizzava il flusso di lavoro, forniva una guida autorevole e competente ai giornalisti e, soprattutto, esercitava la difficile arte di decidere la gerarchia delle notizie, distinguendo ciò che era essenziale da ciò che era secondario. Aveva compiuto 72 anni e aveva già dimostrato una straordinaria forza d’animo, affrontando e sconfiggendo due volte la malattia. Purtroppo, il terzo tumore, comparso appena due mesi fa, si è rivelato implacabile e velocissimo. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e lavorare al suo fianco.
L’inizio di una carriera brillante
La sua formazione professionale, culminata con il diploma in giornalismo conseguito alla prestigiosa Luiss, l’aveva preparata per il palcoscenico nazionale. Loredana Bartoletti era entrata a far parte della redazione di Repubblica negli anni Novanta, un periodo di grande fermento e trasformazione per il panorama mediatico italiano. I suoi primi passi si concentrarono sulla politica, un settore in cui le sue straordinarie doti emersero quasi immediatamente. Possedeva una innata capacità di inserirsi con naturalezza nell’ambiente politico, una prontezza eccezionale nel cogliere al volo la notizia e una lucidità strategica nel sapere esattamente come affrontarla e svilupparla. Queste qualità non passarono inosservate. Dimostrò una tale preparazione e affidabilità che divenne in breve tempo la vice del servizio politico, lavorando a stretto contatto con Mario Orfeo che all’epoca lo guidava.
Il vero salto di qualità, che la consacrò come pioniera della rivoluzione digitale, avvenne quando le sue competenze la portarono a guidare Repubblica.it durante i suoi anni più cruciali e formativi. Sotto la sua direzione, il sito conobbe una crescita esplosiva, trasformandosi in una delle principali fonti di informazione online in Italia. Erano anni in cui la rete richiedeva una nuova idea, un’innovazione quasi quotidiana, e Loredana Bartoletti dimostrò una visione rara. Riuscì a coniugare il rullo indefesso e frenetico delle notizie che il mezzo digitale imponeva con la necessità di approfondimenti sempre accurati e verificati, mantenendo l’alto standard qualitativo della testata cartacea. Sotto la sua gestione, Internet conobbe le prime vere “dirette” on line in tempo reale. Un esempio eclatante della sua leadership si ebbe di fronte alla tragedia dell’11 settembre: il sito di Repubblica.it non smise mai di funzionare, garantendo aggiornamenti continui e ininterrotti ai lettori in un momento di crisi globale. È in gran parte merito suo se, in quegli anni fondativi e complessi, Repubblica.it raggiunse numeri altissimi di contatti e lettori.
Dopo l’importante parentesi nel mondo del giornalismo online, la sua solida e poliedrica carriera la condusse verso una nuova sfida nel giornalismo cartaceo di inchiesta. Passò a l’Espresso dove assunse il ruolo di caporedattore dell’attualità. In questo prestigioso settimanale, lavorò sotto la guida di due direttori di rilievo, prima con Daniela Hamaui e successivamente con Bruno Manfellotto. Quest’ultimo ha espresso un ricordo che sottolinea la fiducia incondizionata riposta nelle sue capacità. “È stata una collaboratrice straordinaria – ha ricordato Manfellotto – io con lei mi sentivo sicuro. Sapevo che diceva sempre quello che pensava, e quasi sempre era la cosa giusta”. Ma ciò che rendeva il suo contributo ancora più prezioso era il modo in cui esprimeva il suo giudizio: lo faceva sempre con calma, con un sorriso sulla bocca e con una sua speciale ironia che stemperava anche le situazioni più tese. Per un settimanale, la sua doppia esperienza, maturata con successo sia nel giornalismo della carta stampata sia in quello della rete, si rivelò un valore aggiunto fondamentale e insostituibile.
La vita personale e i grandi dolori
Nonostante la sua riservatezza professionale, Loredana Bartoletti era conosciuta anche per essere una donna sorridente e affabile, una caratteristica che mantenne pur avendo affrontato una vita non facile, segnata da grandi dolori personali. Amava la sua bella casa a Lenola, un pittoresco paese natale di Ingrao, situato a breve distanza dal mare di Fondi. Fu proprio lì che, nel 2009, la sua vita subì un traumatico e improvviso colpo. Il marito Gianni morì alle soglie della pensione. Erano anni in cui la coppia stava progettando insieme la nuova fase della vita, immaginando grandi viaggi in sella alla motocicletta che Gianni amava tanto. La sua scomparsa la lasciò sola a dedicarsi interamente alla crescita dell’amatissima figlia Maria Laura, dimostrando ancora una volta la sua forza e dedizione fuori dal contesto lavorativo.
L’ultimo saluto
L’ultimo addio a Loredana Bartoletti si svolgerà a Roma, secondo un programma che permetterà a tutti coloro che l’hanno stimata e amata di renderle omaggio. La camera ardente sarà allestita presso l’ospedale Idi Monti di Creta. Sarà aperta al pubblico domani, con orario dalle 10 alle 13, e lunedì, dalle 8 alle 10. I funerali si terranno lunedì alle ore 11, con la cerimonia che avrà luogo nel suggestivo Tempietto Egizio all’interno del cimitero monumentale del Verano. La sua memoria rimarrà come un esempio di competenza, integrità e umiltà per tutte le future generazioni di giornalisti.


