
Le ultime elezioni regionali avrebbero potuto ridisegnare almeno in parte la mappa del consenso nazionale. Invece no. Il nuovo sondaggio di Termometro Politico fotografa un panorama politico sorprendentemente stabile, quasi congelato. Le vittorie territoriali del M5S in Campania, del PD in Puglia e della Lega in Veneto — con un candidato sostenuto da Fratelli d’Italia — non si traducono in alcun “effetto trascinamento” sul voto nazionale. I numeri cambiano, ma solo nei decimali.
Se si guarda alle intenzioni di voto, infatti, il quadro resta pressoché invariato: movimenti minimi, oscillazioni che rientrano quasi tutte nei margini statistici.
Fratelli d’Italia si conferma saldamente al primo posto e sale al 30,5%, guadagnando un decimo. Il partito di Giorgia Meloni continua così a dominare la scena senza arretramenti e senza particolari accelerazioni.
Per il Partito Democratico arriva un piccolo passo indietro: 21,8%, con un calo di due decimi rispetto alla settimana precedente. Un dato che conferma le difficoltà nel capitalizzare la vittoria in Puglia.
Il Movimento 5 Stelle, nonostante la conquista della Campania, scivola al 12,2% (–0,1). Stessa dinamica anche per la Lega, che perde un decimo e si attesta al 9%: il successo veneto, dunque, non basta a invertire la tendenza.
Piccolo segnale positivo invece per Forza Italia, che risale dall’8,4% all’8,6%, mentre AVS cresce al 6,4%, confermando la sua stabilità. Azione torna in zona critica e scende al 3%, avvicinandosi di nuovo al rischio soglia.
Sul fronte della fiducia nel governo, Giorgia Meloni registra un lieve rimbalzo e torna sopra la soglia psicologica del 40%: è al 40,1%. Resta comunque alta la percentuale di chi non ripone fiducia nel suo operato (50,7%), un divario che racconta una polarizzazione ancora forte nel Paese.


