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Terremoto, scossa fortissima poco fa: torna la paura

Pubblicato: 29/11/2025 07:30

Era una di quelle notti in cui il silenzio sembra più fitto del solito, rotto solo dal rumore lontano delle onde e da qualche animale notturno. Poi, all’improvviso, tutto ha tremato. Le case hanno scricchiolato come se fossero attraversate da un brivido, i vetri hanno vibrato nelle cornici e molte persone si sono svegliate di soprassalto, convinte che qualcosa di enorme e invisibile si stesse muovendo sotto i loro piedi. Un movimento rapido, quasi secco, ma abbastanza forte da lasciare un segno nella memoria di chi l’ha vissuto.

La scossa è durata pochi secondi, ma sono bastati a far scattare telefonate, messaggi, luci accese nel cuore della notte. Nessuno, in quei primi istanti, sapeva esattamente cosa fosse successo né da dove fosse arrivata quella spinta improvvisa. Solo dopo, grazie agli strumenti, sarebbe stato possibile capire l’origine di quel tremore inatteso.

Una scossa di terremoto di magnitudo stimata attorno a 5.2 si è verificata alle 01:00 (07:05 in Italia), con epicentro nei pressi di Taro, nelle Isole Salomone. La profondità registrata è stata di circa 159 km, un dato che classifica il sisma come profondo, dunque meno distruttivo dei terremoti superficiali. I rilevamenti, aggiornati dal Centro Comune di Ricerca della Commissione europea tramite il GDACS, non riportano al momento danni rilevanti.

I terremoti sono tra le manifestazioni più violente della natura, generati dalle dinamiche che muovono la crosta terrestre. Le grandi placche tettoniche, che compongono lo “scheletro” solido del pianeta, scivolano lentamente sul mantello, uno strato parzialmente fuso in continuo movimento. Quando le tensioni accumulate ai loro margini superano la resistenza delle rocce, si attivano le faglie e l’energia liberata provoca i terremoti. Quelli profondi, oltre i 50-70 km, come in questo caso, tendono a essere meno devastanti, mentre i più pericolosi sono quelli superficiali. Fenomeni sismici possono verificarsi anche lontano dai margini delle placche, specialmente in aree vulcaniche.

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