Un chirurgo ha denunciato i politici

L’ennesimo trapianto, l’ennesima notte di lavoro mentre gli altri festeggiano, questa volta il Capodanno. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze, il chirurgo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana che ha denunciato attraverso un post su Facebook il modo di gestire il sistema sanitario da parte dei politici, non è assolutamente scontento del suo lavoro ed è ben felice di lavorare. Forse è un po’ stanco – questo sì – come si evince facilmente dalle sue parole, colme di amore per la sua professione ma anche di sdegno verso i politici.

La denuncia del chirurgo

Daniele Pezzati lavora nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, è un chirurgo affermato e felice del suo lavoro, nonostante nel 2018, come ha lui stesso dichiarato, abbia lavorato 100 notti e nonostante i turni gli portino via il tempo di stare con i suoi cari.

Ma, come già scritto, Daniele Pezzati è felice.

un chirurgo di pisa si è scagliato contro i politici

L’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Foto: infosan

In un lungo post su Facebook pubblicato il 31 dicembre, questo chirurgo fiorentino ha denunciato i politici che parlano di sanità, si riempiono la bocca con i traguardi raggiunti da lui e dai suoi colleghi e “mal-gestiscono” il sistema sanitario, criticando il lavoro del centro in cui il chirurgo lavora quando gli conviene, solo perchè vogliono aprirne un altro, a Firenze.

Le parole di Daniele Pezzati raccontano la frustrazione di una categoria di professionisti preparata che sa ma non viene presa in considerazione quando ci sono scelte strategiche da compiere: “Stanotte a lavoro abbiamo eseguito il trapianto di fegato numero 160 dall’inizio dell’anno.

Si tratta di un record per il centro di Pisa e l’ennesimo primato italiano. Purtroppo non c’è stato tempo di festeggiare se non con un rapido caffè perché siamo ripartiti subito per prelevare un altro fegato per il trapianto 161… Tutto ciò in barba a chi ci ha denigrato sui giornali ed ai piani alti della politica che cercano disperatamente una scusa per depotenziarci ed aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze.

Tutta gente che, mentre facevo oltre cento notti di lavoro nel 2018, 700 ore di lavoro notturno, migliaia di km in auto aereo ed elicottero per andare a prelevare organi, dormiva comodamente nel proprio letto salvo poi riempirsi la bocca con i risultati miei e dei miei colleghi.

A volte vorrei dire a questa gente di venire a farseli i trapianti così io potrò passare le domeniche, Ferragosto, Natale, capodanno con i miei figli e fare il “posto fisso “ alla Checco Zalone con 6.20 ore al giorno e stop“.

Un chirurgo si è scagliato contro i politici

Immagine di repertorio

I sacrifici non riconosciuti di chi lavora

La denuncia di questo chirurgo è diventata subito virale. Il suo post è arrivato a ottenere quasi 25mila like e la sua storia sta facendo il giro del web. In tanti hanno espresso solidarietà e approvazione per le sue parole che raccontano la vita di una persona che si sacrifica per gli altri e che lo fa volentieri, con passione, ma che vorrebbe che il lavoro suo e dei suoi colleghi venisse riconosciuto: “Ieri sera mio figlio Federico era triste perché non giocavo con lui e me ne andavo a lavoro.

Io più triste di lui gli ho risposto che dovevo aiutare un tato che stava male. Non sa cosa vuol dire ma dice con fierezza che il suo babbo fa i trapianti e lo vuole fare pure lui. Sono fiero di ciò che faccio ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio.

Posso solo ringraziare mia moglie e i miei figli per sopportare un marito/padre assente perenne per una insana passione. Faccio a tutti gli auguri di buon anno perché stasera sarò troppo impegnato per farli: stranamente devo andare al lavoro“.