Governo dimezza iva sul tartufo e lascia al 22% quella sugli assorbenti

Mentre c’è chi plaude al dimezzamento dell’Iva sul tartufo, c’è chi si indigna perchè non era necessario equiparare l’Iva di questo prodotto alimentare alle mele o ad altri beni di prima necessità. In tanti sulla rete si sono scagliati contro questa norma passata nella legge di bilancio approvata in via definitiva il 31 dicembre.

Il tartufo è più importante

Nella legge di bilancio è stata approvata una norma che taglia l’Iva sul tartufo facendola passare per il prodotto fresco dal 10% al 5 e per quello lavorato (sughi, creme, ecc.) dal 22% al 10.

Questa norma ha suscitato indignazione perchè sono moltissimi i beni di prima necessità che sono tassati al 22% e su cui non si è effettuato alcun intervento per ridurre l’Iva, come gli assorbenti igienici che tutte le donne sono costrette a usare ogni mese.

C’è però chi ha espresso grande soddisfazione, come l’europarlamentare Alberto Cirio di Forza Italia, originario di Torino ma che vive ad Alba, “la città del tartufo“. Cirio ha commentato compiaciuto la fine di una battaglia di lungo corso per lui: “Con la fine dell’anno giunge all’epilogo finalmente anche la nostra battaglia per adeguare l’Iva italiana sul tartufo a quella degli altri Paesi europei“.

Alberti Cirio ha esultato per il dimezzamento dell'Iva sul tartufo

L’eurodeputato Alberto Cirio. Foto: Facebook Alberto Cirio

Mentre c’è chi ironizza, come Il Giornale, ricordando un episodio del 2014 che vede protagonista il capo politico del M5S, Beppe Grillo, che si è visto costretto a rinunciare ad un incontro pubblico perchè aveva esagerato con il tarufo bianco, sui social impazzano le critiche per questa che viene considerata una norma inutile, a beneficio di pochi e non prioritaria.

L’Iva sugli assorbenti igienici resterà al 22%

Sulla norma che taglia l’Iva sul tartufo in tantissimi hanno espresso la propria disapprovazione non tanto per il fatto in sè, ma appunto perchè in molti non ritengono assolutamente prioritario questo dimezzamento.

Prioritario era invece considerato, come emerso dalle polemiche scatenate dalla norma sulla rete, l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti igienici e su tutti quei prodotti usati per l’igiene femminile durante il ciclo mestruale.

L'Iva sul tartufo al centro delle critiche

Un’immagine critica con il provvedimento pubblicata su Twitter dalla portavoce di Potere al Popolo, Viola Carofalo

Ebbene, su questi prodotti l’Iva è rimasta al 22%, aliquota applicata su tutti quelli che non vengono considerati beni di prima necessità.

C’era anche chi aveva proposto l’abbassamento dell’Imposta sul valore aggiunto per i tamponi e gli assorbenti già nella scorsa legislatura. Beatrice Brignone, segretaria di Possibile, era stata prima firmataria della proposta e si è così espressa quando la tampon tax non è stata inserita: “Era difficile aspettarsi un passo in avanti da un governo e una maggioranza poco attenta ai diritti delle donne, e purtroppo le previsioni sono state confermate: la tampon tax è stata respinta, i prodotti per l’igiene femminile continueranno a essere considerati beni di lusso.

La riduzione dell’Iva, che era stata proposta, non è stata approvata durante l’iter della Legge di Bilancio in commissione alla Camera“.

La segretaria di Possibile ha anche scritto: “Il governo promette soldi per tutto ma non riesce a reperire pochi milioni per garantire un sollievo economico alle donne che acquistano quei prodotti e rinunciando a una misura di civiltà. Che, tra i tanti aspetti, ha anche una ricaduta sulla salute“.