Papa Francesco tuona contro i cristiani

Fanno scalpore le parole che Papa Francesco ha pronunciato stamattina all’udienza generale in Vaticano, tenutasi nell’Aula Paolo VI. Senza mezzi termini, il Pontefice ha condannato quei cristiani che si professano tali ma che non si comportano come detta la morale cristiana. Chi odia gli altri, secondo il Papa, non testimonia la sua fede.

“Meglio vivere come ateo”

Le parole di Papa Francesco potrebbero aprire un lungo dibattito sul valore della morale laica e su quello della morale cristiana. Il Pontefice si è letteralmente scagliato contro quelli che potrebbero definirsi “cattivi cristiani” che, lungi dall’offrire agli altri un esempio di morale cattolica, ne offrono invece un’immagine deprecabile: “È uno scandalo quello di persone che vanno in chiesa, che stanno lì tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri e parlando male della gente: meglio vivere come ateo anziché dare una contro-testimonianza dell’essere cristiani“.

Il Papa si scaglia contro i cirtiani ipocriti

Papa Francesco

Il Papa ha chiaramente spiegato perchè queste persone: “Il cristiano non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti“. Lo stesso Gesù, spiega il Pontefice, divulgò la preghiera del “Padre Nostro” rifiutando questo comportamento e prendendo le distanze dagli ipocriti: “Non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente“.

Il discorso del Papa dimostra che ha valore anche la morale laica

Il discorso sostenuto dal Pontefice fa riflettere soprattutto per una dichiarazione, quella in cui egli ritiene che sia meglio vivere come atei che essere cattivi testimoni della fede cristiana. Anche se si tratta di una dichiarazione perfettamente in linea con quanto sostenuto dalla Chiesa cattolica rispetto al fatto che ogni cristiano dovrebbe diffondere la fede dando il buon esempio, si tratta di parole molto forti.

Il Papa tuona contro i cristiani ipocriti

Il Vaticano.

Se è vero quanto scritto da Benedetto Croce nel suo saggio “Perchè non possiamo non dirci cristiani”, in cui sostiene l’idea che la morale cristiana abbia influenzato la nostra cultura e anche la morale laica, allora accogliere l’esempio dei laici che si comportano meglio dei “cattivi cristiani” dovrebbe già essere scontato.

Forse è meglio essere atei che “cattivi cristiani” significa proprio questo: meglio essere laici che professare una fede vuota, che è solo rituale.

In ogni caso, che la morale laica sia appannaggio di tutti noi quotidianamente e che anch’essa abbia tanto da insegnarci non è una novità. Una frase diventata celebre dell’astrofisica Margherita Hack recita: “Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione“.