Titanic: la vera storia del ritrovamento della nave "inaffondabile"

Dietro il ritrovamento dei resti del Titanic, ad opera di Robert Ballard, vi è in realtà un'operazione di copertura top secret

Ritenuto inaffondabile, il Titanic affondò tragicamente sul fondo dell’Oceano Atlantico settentrionale dopo essersi scontrato con un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. Una disgrazia che ancora oggi è tra le più conosciute della storia e che continua ad attirare l’interesse di molti. Non è un caso, quindi, che dietro al ritrovamento dei resti del Titanic vi sia una storia incredibile e oggi scopriremo quale.

Un’operazione di copertura

Era il 1982, quando l’oceanografo Robert Ballard, intento a trovare i resti del Titanic, decise di chiedere aiuto all’allora capo delle operazioni della Marina Ronald Thunman che a tal proposito ha dichiarato: “Quando Ballard entrò nel mio ufficio chiedendomi aiuto per trovare il Titanic, pensai che fosse un’idea assurda!“. In seguito, però, stipularono un accordo segreto. Thunman, infatti, decise di accettare di finanziare la spedizione del Titanic a patto che Ballard usasse il denaro e il tempo messo a disposizione per trovare anche due sottomarini nucleari che andarono dispersi nell’Atlantico negli anni 60′, ovvero Scorpion e Thresher. Quest’ultimo affondò nel 1963 a più di 200 miglia al largo della costa di Boston, uccidendo 129 persone. Lo Scorpion, invece, scomparve in circostanze misteriose vicino alle Azzorre, comportando la morte di 99 membri dell’equipaggio. Il ritrovamento del Titanic, quindi, divenne un’operazione di copertura per trovare i due sottomarini, in modo tale che l’Unione Sovietica non sospettasse nulla.

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Il ritrovamento del Titanic

Come si evince dal Daily Mail, Ballard riuscì a trovare i due sottomarini, ma ci volle più tempo del previsto. Quindi rimasero solo 12 giorni per cercare le rovine del Titanic. “Ho imparato qualcosa dalla mappatura dello Scorpion che mi ha insegnato come trovare il Titanic: cerca la sua scia di detriti“, ha dichiarato Ballard. Ci sono voluti otto giorni per localizzare la nave, mentre altri hanno cercato per quasi due mesi e non l’hanno trovato, ha inoltre affermato l’oceanografo. Un ritrovamento che ha indubbiamente segnato la vita dell’uomo e non solo, tanto da affermare che mentre si avvicinavano al sito del relitto l’umore del suo team è cambiato. “Ci siamo resi conto che stavamo ballando sulla tomba di qualcuno, e siamo rimasti in imbarazzo. Era come se qualcuno avesse toccato un interruttore a muro e fatto clic. Siamo diventati sobri, calmi, rispettosi e abbiamo promesso di non prendere mai nulla da quella nave e di trattarla con grande rispetto“.

oceanografo Robert Ballard,Oceanografo Robert Ballard Fonte: Ocean Exploration Trust