Rubano la fede nuziale a un anziano malato di cancro

La triste vicenda è avvenuta presso l’ospedale Misericordia di Grosseto, dove qualcuno ha rubato la fede nuziale di un uomo ricoverato. La vittima del furto è Giancarlo Bini, noto imprenditore italiano del settore vinicolo. Bini è il patron dell’Eno-Oliteca Ombrone nonché fondatore dell’Associazione Italiana Sommelier; l’imprenditore è ricoverato da giorni a causa di un brutto male. A denunciare l’accaduto la moglie Graziella e la figlia Francesca attraverso uno sfogo sui social.

Rispunta la fede in ospedale

AGGIORNAMENTO DEL 6 GENNAIO – Come fa sapere l’azienda sanitaria in una nota: “La Direzione ed i nostri operatori, che dal primo momento hanno dichiarato di avere consegnato la fede insieme agli altri effetti personali alla famiglia, sono felici del ritrovamento e del superamento della fase acuta che aveva determinato il ricovero dell’uomo“.

Gli rubano la fede nuziale in ospedale

Giancarlo Bini, malato gravemente di un tumore al polmone, è stato ricoverato qualche giorno fa a causa di un ictus. La figlia, tornata in stanza dopo i controlli medici, ha trovato il padre sedato e legato al letto. Dopo aver chiesto spiegazione per tale trattamento, gli infermieri si sono giustificati dicendo che il paziente era in stato di agitazione e quindi è stato necessario contenerlo.

È stato in quel momento che le donne hanno notato la sparizione della fede nuziale dall’anulare sinistro. “Mio padre la teneva gelosamente, non se l’era mai tolta in quasi sessant’anni“, ha raccontato la figlia.  Il personale medico ha declinato qualsiasi tipo di responsabilità per l’accaduto, ma la moglie e la figlia dell’uomo hanno denunciato lo spiacevole fatto.

ospedale Misericordia di Grosseto

ospedale Misericordia di Grosseto

La denuncia della famiglia

Dopo aver cercato la fede nuziale per tutto l’ospedale mamma e figlia hanno deciso di sporgere denuncia alla Questura di Grosseto.

Il comando toscano ha suggerito alla donna di controllare nei Compro Oro della zona: al momento però l’unico desiderio di Francesca è stare accanto al padre fino al suo ultimo respiro. All’interno dell’anello sono incise il nome della madre, Graziella e la data del matrimonio, 3 febbraio 1964. Con il lungo appello, la famiglia spera di poter ritrovare l’anello prima che sia troppo tardi.

immagine di repertorio

Sposati dal 1964, Giancarlo e Graziella, sono una di quelle coppie inseparabili.

Hanno suggellato quasi 55 anni fa il loro amore con la promessa più profonda che due persone possano fare. Da allora sono stati inseparabili, sono nati figli e hanno visto la loro famiglia allargarsi con i nipotini. Ora una grave malattia ha deciso di scrivere la parola fine, le metastasi lo stanno consumando e per lui non resta altro che la speranza di riavere il suo anello prima di spirare.

Questo di Grosseto non è il primo caso. Un fatto simile è accaduto anche in provincia di Torino, dove un infermiere ha tagliato la fede dall’anulare di un’anziana paziente per rivenderlo.

La donna era in coma e ricoverata presso l’ospedale di Cuorgnè, nel suo caso l’anello era tornato nelle mani della sua proprietaria poco prima della morte.