Strage familiare: padre decapita i 3 figli e la moglie dopo averli narcotizzati

Siamo a Kafr El-Sheikh, non molto distante da Il Cairo, proprio la mattina del 31 dicembre. Un uomo chiama la polizia, dice di essere arrivato a casa e aver trovato i corpi dei tre figli e della moglie orribilmente assassinati. Al loro arrivo, alle forze dell’ordine qualcosa non torna: in casa non ci sono segni di scasso o che facciano pensare ad un’irruzione dall’esterno ed è così che i sospetti sono ricaduti proprio su colui che aveva chiamato i soccorsi. Si tratta di Ahmed Abdullah Zaki, 42 anni, marito e padre delle quattro vittime.

Una tragedia di una violenza scioccante

La polizia ha interrogato numerosi individui tra cui i familiari, amici e anche il portiere del palazzo in cui viveva la famiglia. Successivamente ha deciso di ascoltare anche Zaki stesso, il quale, messo sotto torchio durante gli interrogatori, ha ammesso di aver narcotizzato i tre figli (Laila, 5 anni, Omar, 6, e Abdullah, 8) e la moglie Mona Mohammed Fathi, 30 anni e medico come il marito, sciogliendo loro del sonnifero nell’acqua. In seguito li ha decapitati. I corpi delle vittime sono stati trasferiti all’Istituto di Medicina Legale in attesa di ulteriori verifiche.

Ahmed Abdullah Zaki

Ahmed Abdullah Zaki e suoi tre figli. Fonte: Il Messaggero

Sembrava una famiglia felice

Ma come è possibile far del male in questo modo? Una violenza inaudita che non trova giustificazioni”, continua a ripetere chi li conosceva. Il dramma, che si è consumato proprio durante l’ultimo giorno del 2018, ha sconvolto tutto l’Egitto. Lo sgomento che ha suscitato sull’opinione pubblica è rafforzato dalle parole dei vicini di casa che hanno descritto la famiglia come felice e unita.

L’apparenza inganna e in questo caso è proprio il colpevole ha darcene una riprova: dopo aver ammesso la responsabilità dei quattro omicidi, avrebbe tentato di giustificarsi dicendo di essere nel bel mezzo di una crisi e di avere avuto numerosi problemi con la moglie tali da portarlo a compiere un gesto del genere.

Kafr El-Sheikh

Un’immagine satellitare di Kafr El-Sheikh, la cittadina egiziana dove è avvenuta la tregedia. Fonte: Google Maps