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Un nuovo caso di meningite, questa volta si è verificato a Napoli. La vittima, un noto medico chirurgo della città, Enzo Di Stazio, manifestava da giorni sintomi influenzali, febbre e mal di testa.

Una notte da incubo

Nella notte di Capodanno, a causa del peggioramento della febbre, i familiari del medico hanno deciso di accompagnarlo alla Clinica Villa dei Fiori (dove lui stesso lavorava da tempo), dove è stato ricoverato nel nosocomio con febbre altissima. Dopo il trasferimento all’Ospedale del Mare, Enzo di Stazio è stato ricoverato al Cotugno di Napoli, specializzato in malattie infettive.

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Immagine di repertorio

Dopo alcuni accertamenti, i medici hanno purtroppo appurato che non si trattava di una banale influenza bensì di una meningite fulminante. L’infezione da pneumococco aveva già intaccato il suo cervello e, nel giro di pochi giorni, ha portato via il medico chirurgo appena 40enne. I familiari (la moglie, i tre figli, i genitori, la sorella e un fratello) hanno deciso di non lasciar spegnere il ricordo di Enzo, e hanno donato i suoi organi.

Un regalo per Alessio

Così è arrivato un risvolto positivo nella vita di Alessio C.

, un ragazzo 14enne di Scafati (provincia di Salerno) da tempo in attesa di un trapianto. Comprensibile la commozione e la gioia dei genitori di Alessio quando hanno appreso la notizia di un donatore disponibile. L’operazione di espianto e trapianto si effettuerà all’ospedale Monaldi di Napoli.

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Immagine di repertorio

In quest’occasione le parole del presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Silvestro Scotti, sono forti e chiare: “L’Ordine dei Medici ribadisce la necessità di introdurre il vaccino anti-pneumococcico nel Piano Nazionale prevenzione vaccinale per i soggetti a rischio per esposizione professionale”.

Dopo aver toccato un tema molto importante e delicato, Scotti si rivolge poi alla famiglia del medico chirurgo scomparso: “Vorrei che arrivasse alla famiglia del collega scomparso prematuramente un forte messaggio di cordoglio da parte dell’intera categoria che rappresento. Apprendo dai media del gesto di grandissima generosità per l’autorizzazione della donazione degli organi. Lavorare per salvare delle vite è la missione di ogni medico e non poteva esserci modo più appropriato per continuare l’opera di un medico e onorare la memoria di chi purtroppo non è riuscito a vincere la battaglia contro la malattia”.