Lieto fine per Peppino, il cane mutilato da un petardo: ora ha un nuovo muso

Poco prima di Natale degli incivili gli hanno fatto scoppiare un petardo nel naso. Ora i medici glielo hanno ricostruito e l'affetto di tutti lo ha salvato

Possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo per il povero Peppino, il cane mutilato da ignoti poco prima di Natale. Il cucciolo vagava, con il muso completamente distrutto, per le campagne del Molise, quando è stato ritrovato. Qualche incivile gli ha infilato un petardo nella narice e l’ha fatto esplodere, fratturandogli il palato e lacerandogli i filtri nasali, che servono a prevenire le infezioni. Ora, grazie ai medici e veterinari, ha un muso nuovo di zecca e si sta riprendendo alla grande. “L’operazione è perfettamente riuscita”, ha annunciato l’Apac  (Associazione Protezione Animali Campobasso) ieri su Facebook.

L’affetto di tutta Italia e la professionalità dei medici

In provincia di Campobasso, fra Vinchiaturo e Baranello, i volontari dell’Apac l’hanno trovato sanguinante e spaventato. L’hanno preso con sé, e l’hanno assistito con professionalità e amore, per lenire la sofferenza e lo spavento subiti da Peppino. Inizialmente i medici pensavano si trattasse di un tumore, ma poi le radiografie hanno rivelato l’atroce verità. La solidarietà del web è partita immediatamente, e in pochi giorni son stati donati più di 2mila euro, necessari alle cure e all’operazione. Messaggi di affetto son arrivati da tutta Italia, e non solo. Alcuni veterinari hanno sfidato il maltempo per dare il loro contributo, dirigendosi a Campobasso. Al momento son tutti fiduciosi, Peppino (o Peppe) si sta riprendendo in fretta. Presto riacquisterà le sue funzioni e potrà essere adottato. Tutto merito della veterinaria Elsa Pollaci, dell’equipe del dottor Pezzuto di Campobasso e di chiunque abbia contribuito alla salvezza dello sfortunato cagnolino.

Medici CampobassoI medici che hanno salvato Peppino. Foto: Facebook


I responsabili sono ancora impuniti

I responsabili dell’atroce tortura subita da Peppino sono ancora a piede libero, ma ci auguriamo che vengano presto consegnati alla giustizia. Perché la crudeltà e la stupidità di un gesto così sconsiderato non possono restare impunite. Non si tratta né di uno scherzo, né di una bravata, ma di un vero e proprio atto criminale. Chi è la bestia in questo caso: un animale indifeso o un essere umano crudele? Fortunatamente, centinaia di persone hanno mostrato indignazione e solidarietà, e grazie all’aiuto di tutti ora Peppino potrà tornare a vivere, a correre, a mangiare e ad avere una famiglia.

PeppinoIl povero Peppino. Foto: Facebook