jake smith

Ogni momento della sua giornata era scandito da un dolore intollerabile alla faccia: un dolore così insopportabile che coloro che ne soffrono il più delle volte decidono di farla finita. Ma Jake Smith, 18 anni, è riuscito ad affrontare la Nevralgia del Trigemino, detta anche “malattia del suicida”, grazie al potere della musica e a quello che lui ha definito “un miracolo“.

Un dolore insopportabile

Jake Smith ha 18 anni e viene da Colorado Springs. La sua vita è diventata un inferno di dolore, quando, a 15 anni ha subito una concussione durante una partita di basket.

Dopo diversi mesi, i dottori hanno scoperto una piccola frattura nel suo cranio e hanno sottoposto Jake Smith a un intervento per poterla curare. Il risveglio di Jake però è stato dolorosissimo, come lui stesso ha raccontato a ABC7: “Era come se la mia faccia fosse attraversata da lame di ghiaccio. Ogni sensazione nella tua faccia si converte in dolore. Era la prima volta che sperimentavo un dolore così grande”. Jake ha raccontato che riusciva a capire perché la gente finisse per uccidersi.

La malattia di Jake è la Nevralgia del Trigemino, chiamata dai medici “malattia del suicida” perché il 25% di coloro che ne soffre finisce per uccidersi per sfuggire al dolore.

jake smith

Fonte: Denver 7

La musica come strumento di guarigione

Per poter sopportare il dolore, Jake Smith si è rivolto al suo pianoforte. “Non riuscivo a dormire, quindi andavo nello scantinato a suonare il piano tutta la notte”. Il 18enne ha così usato la sua passione per poter convertire il dolore in arte, tanto che è riuscito a produrre il suo primo album, “Loreto”.

Jake Smith ha cominciato a scrivere delle canzoni personalizzate che raccontano la sua malattia e non solo. “Molta gente mi dice che le canzoni che compongo per loro li aiutano a sopportare meglio il dolore”.

jake smith al pianoforte

Fonte: Denver 7

Niente intervento per Jake, poi il miracolo

Nel gennaio 2018 i medici dissero a Jake che non avrebbe potuto sottoporsi all’intervento che avrebbe migliorato la sua condizione. Disperato, il ragazzo ha cercato dei rimedi alternativi, decidendo di partecipare a una sessione curativa che si teneva nella chiesa cattolica locale. “Quello che fanno in queste sessioni è imporre le mani su di te”, racconta il 18enne, “A un tratto sono svenuto, qualcuno mi ha preso e mentre ero a terra ho sentito questa sensazione di gioia, speranza, calore… Da allora non ho più sofferto di nevralgia”.

Jake ha raccontato che medici sono rimasti sbalorditi quando ha cominciato a schiaffeggiarsi le guance per provare loro che era guarito. “E’ stato un miracolo”, racconta il giovane, “Tutto qui. La nevralgia del trigemino è incurabile”.