Un uomo violenta e strangola una bambina di 6 anni

Nel 2015 Zachary Holly, 34 anni, ha ricevuto la condanna alla pena capitale, due ergastoli per stupro e altri 20 anni per furto. Tutto ciò per aver rapito, segregato, violentato e ucciso la piccola Jersey Bridgeman, di 6 anni, in una cittadina dell’Arkansas. Adesso, a tre anni dal processo, pensa di aver subito un’ingiustizia, chiede che gli sia risparmiata la pena di morte e gli sia consentito di ritornare in libertà. Sostiene di aver ricevuto “assistenza inadeguata da parte dei suoi avvocati” e perciò pretende che la sentenza sia annullata.

Il suo punto di vista è che la giuria abbia preso una decisione sbagliata, non tenendo conto dei suoi problemi psicologici e, per di più, non avvalendosi di prove sufficientemente concrete.

La richiesta dell’uomo: la libertà

Il giudice della contea di Benton ha tenuto una breve udienza mercoledì. In un video girato in prigione, Holly ha dichiarato che i suoi avvocati dell’epoca non fecero nulla per escludere alcune prove, mettendo insieme una giuria poco favorevole e rinunciando a presentare qualunque evidenza circa i suoi problemi mentali. La corte si è presa 30 giorni di tempo per decidere se ammettere o meno la richiesta dell’uomo. In caso favorevole, l’udienza definitiva dovrebbe tenersi il 29 luglio.

Intanto i nuovi avvocati presenteranno un’istanza formale, affinché il loro assistito possa essere scarcerato già entro la fine del prossimo mese.

Zachary Holly

Zachary Holly insieme alla moglie Amanda (immagine: facebook)

Strangolata con i pantaloni del pigiama

È molto difficile accettare che certi delitti possano avvenire intorno a noi. Eppure è ciò che accadde in quel novembre del 2012, quando la polizia trovò il corpo nudo e senza vita della piccola Jersey Bridgeman, all’interno di un armadio in una casa abbandonata.

Le prove forensi misero in luce che la bambina aveva subito violenze, prima di essere strangolata con i pantaloni del suo pigiama. Le indagini portarono all’individuazione di Zachary Holly, l’uomo che viveva nella casa accanto e che spesso aveva fatto da baby-sitter alla bambina. Egli stesso avrebbe poi confessato il crimine, incastrato anche dal test del DNA. L’Arkansas è uno degli stati americani in cui ancora vige la pena di morte, anche se la procedura tramite iniezione letale è al centro di forti polemiche.

Zachary Holly, al momento della condanna, era la 34a persona presente nel braccio della morte di questo stato.