Si avvicina l’entrata in scena del reddito di cittadinanza che dovrebbe essere fruibile da aprile 2019. Il reddito viene inteso come una forma di contrasto alla povertà, e va a sostituire il Rei, il reddito di inclusione. Sono stati previsti 8,5 miliardi di spesa per aiutare 1.437.000 di famiglie (circa 4 milioni di persone), di cui un quarto è a nucleo singolo, quindi composto da una sola persona, come spiega Il Sole 24 Ore. Ecco gli ulteriori dettagli del reddito di cittadinanza e chi ne ha diritto.

Reddito di cittadinanza al via: rompiamo il ghiaccio

Si conoscono finalmente i dettagli del decreto che verrà votato nei prossimi giorni, e che introdurrà il reddito di cittadinanza da aprile prossimo.

In questo decreto sarebbero contenute delle clausole di salvaguardia, che garantiscono che non verranno spesi più soldi del previsto. In caso gli 8,5 miliardi non dovessero bastare a coprire tutte le richieste di chi ne ha diritto, secondo Il Messaggero, il contributo verrebbe rimodulato.

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Ci sono già stati dei tagli rispetto a quanto promesso: il sussidio è di 500 euro (non 780 euro), per chi sia un richiedente singolo con Isee nullo, la fascia più bassa.

Si aggiungo a questi 280 euro con il contributo all’affitto, nel caso non sia proprietario di casa.

I requisiti per fare richiesta

Per poter accedere al Rdc si deve avere un Isee minore di 9.360 euro; un patrimonio immobiliare inferiore ai 30mila euro; un patrimonio mobiliare non superiore ai 6mila euro (si arriva a 10mila a seconda dei componenti familiari). Bisogna essere cittadini italiani, stranieri sia europei che non, residenti in Italia da almeno 10 anni.

Della pensione di cittadinanza invece potranno beneficiare gli over 65 con un reddito non superiore ai  7.560 euro. Si può presentare domanda presso i Caf o le Poste, mentre sarà l’Inps a valutarle. Il reddito di cittadinanza verrà erogato con una card, da cui il massimo del prelievo contante al mese è di 100 euro.

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Le proposte di lavoro

Dopo l’eventuale accettazione della domanda, il Rdc ha una durata di 18 mesi, legati all’accettazione di almeno una delle offerte di lavoro presentate. Le quali possono includere luoghi di lavoro entro i 100 km dal luogo in cui si abita, che diventano 250 km dopo 6 mesi e successivamente in tutta Italia (tranne nel caso si abbiano figli piccoli o disabili).

Per i nuclei socialmente disagiati entrano in gioco i servizi sociali dei Comuni con cui il beneficiario firma un Patto di inclusione sociale per cui dovranno partecipare a progetti comunali. Una terza opzione riguarda l’assunzione diretta delle imprese, che dovranno comunicare ai centri per l’impiego i posti disponibili. Se le aziende assumeranno i disoccupati potranno ricevere una parte delle mensilità del reddito di cittadinanza.