Donatella Rettore racconta con ironia un episodio della sua infanzia

Tutti i bambini sono vivaci e Donatella Rettore con la sua esuberanza non faceva certo eccezione. Durante la trasmissione televisiva Vieni da me ha raccontato un episodio della sua infanzia dicendo di essere viva per miracolo e che sua madre dovette comprarle un guinzaglio per evitare che quell’episodio si ripetesse.

Il guinzaglio per tenerla a freno

Da piccola, Donatella Rettore ha rivelato di essere stata una bambina molto vivace. La cantante ha raccontanto che un giorno era per strada con sua madre e scappò divincolandosi dalla sua presa. Un’automobile che viaggiava a velocità sostenuta la sfiorò.

Donatella Rettore ha rivelato di essere stata molto vivace da bambina

Donatella Rettore a “Vieni da me”

Da quel giorno, sua madre per tenerla sotto controllo decise di ricorrere ad estremi rimedi, come ha raccontato la famosa cantante: “Mi ha comprato un guinzaglio“. Sicuramente si trattò di un rimedio non proprio ortodosso, anche se, tuttavia, efficace.

Il rapporto con i suoi genitori e il suo parere sulla musica attuale

Donatella Rettore ha raccontato in passato di non aver avuto un rapporto idilliaco con sua madre quando era giovane. Lei, di nobili natali e attrice, la voleva insegnate, donna di casa.

La cantautrice non ha mai fatto mistero del fatto che sua madre quando la vedeva cantare spegneva la televisione.

Donatella Rettore e sua madre che le comprò un guinzaglio

Donatella Rettore. Foto: Instagram Donatella Rettore

Però negli ultimi anni della sua vita, sua madre aveva accettato le sue scelte di vita e, come ha rivelato durante Vieni da me, le disse anche qualcosa che la cantante non si aspettava: “Continua così“. Invece, suo padre le ha sempre espresso il suo sostegno.

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La cantante ha poi detto la sua sulla scena musicale italiana: “Ultimamente tutti quelli che fanno musica, siccome non ci sono delle idee nuove, delle ispirazioni, si stanno un po’ rifacendo agli anni ’80, (..) mi augurerei per i giovani e quelli che amano la musica di non rifare il verso agli anni ’80 agli anni 70, di inventarsi qualcosa di nuovo, di eclatante“.