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Forse non riusciva più a sopportare di vedere il lento declino della moglie per colpa della demenza senile. Così, appena finito di pranzare, ha preso il fucile e le ha sparato, dopodiché ha puntato l’arma verso di sé e, senza esitare, ha fatto fuoco. La tragedia è avvenuta a Bologna e a restarne coinvolti sono Paolo Casolari, di 80 anni, e la moglie Luisa Minghè di 74 anni.

Marito uccide la moglie malata di demenza senile

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 9 gennaio, in una casa di via della Secchia, in zona Saffi, a Bologna.

Paolo Casolari, 80 anni, stava pranzando insieme alla moglie, Luisa Minghè, 74 anni, e a sua sorella che condivideva l’appartamento con loro. Forse l’uomo già sapeva che quello sarebbe stato l’ultimo pasto che avrebbe condiviso con la sorella e la moglie. La moglie Luisa da tempo soffriva di demenza senile. La malattia le stava portando via tutto: ricordi, persone, forse la stava persino cambiando. Paolo Casolari, depresso, con tutta probabilità non avrebbe più retto di fronte al quotidiano spettacolo della moglie che scompariva davanti ai suoi occhi, spazzata via da quella tremenda malattia.

ambulanza repertorio

Immagine di repertorio

L’uomo era depresso

Dopo pranzo sia il Casolari che la Minghè si sono recati in camera da letto per fare il consueto riposo. A un tratto due spari, provenienti dalla camera, hanno rotto la tranquilla monotonia pomeridiana. La sorella di Paolo Casolari si è subito precipitata a vedere cosa fosse accaduto e, aperta la porta, si è trovata davanti ai due coniugi senza vita, riversi in una pozza di sangue. I due erano stati uccisi da un colpo di arma da fuoco, sparato dal fucile che Paolo Casolari deteneva regolarmente in casa.

Secondo le prime ricostruzioni della polizia, intervenuta immediatamente sul posto, l’80enne avrebbe prima esploso un colpo in faccia alla moglie Luisa, dopodiché si sarebbe tolto la vita nello stesso modo.