La famiglia Vespa chiama il figlio Bruno, in onore al celebre giornalista

Il papà del bimbo oltre ad avere lo stesso cognome del conduttore di Porta a Porta è un suo grande ammiratore. Venuto a conoscenza dell'omaggio il giornalista si offre di fare il padrino

Nasce un bimbo a Salerno e i genitori, mamma Gaia Rossetti e papà Giovanni Vespa, decidono di chiamarlo Bruno, come il loro giornalista preferito. Nasce così un ricercato caso di omonimia.

Il celebre conduttore di Porta a Porta è venuto a conoscenza di questo bizzarro omaggio. Onorato e lusingato, Bruno Vespa (senior) si è proposto di fare da padrino al piccolo durante una cerimonia che si svolgerà a Roma.

La nascita

La famigliola è residente in provincia di Rimini, ma il piccolo Bruno Vespa è nato nel salernitano, dove i genitori stavano trascorrendo le vacanze natalizie. Ma il bimbo è nato con una settimana d’anticipo, prima che i suoi fossero tornati a casa.

vespa bruno giornalista

Papà Vespa, 45 anni, è laureato alla facoltà di lettere presso l’università Federico II di Napoli. Lavora come impiegato alle Poste Italiane, ma il suo sogno da giovane era quello di diventare un cronista. Ora è quello che si augura per il figlio e chissà che il nome di un giornalista importante come Bruno Vespa non gli porti fortuna nell’intraprendere questa strada. Bruno Vespa mosse i suoi primi passi da giornalista per il quotidiano Il Tempo, nella sede de’ L’Aquila, mentre nel 1968 divenne radiocronista per la Rai. Infine l’approdo al Tg1 dove divenne inviato speciale nel 1978. 

Stima e ammirazione

Con il cognome Vespa, papà Giovanni era già a metà strada per offrire un omaggio al suo idolo. L’ammirazione e la stima per il noto giornalista, scrittore e conduttore tv ha fatto il resto.

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Questa ammirazione Giovanni Vespa l’ha raccontata in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Resto del Carlino, dove ha spiegato la scelta del nome di suo figlio. “Seguo da sempre il dottor Bruno, fin da quando faceva il tg. Non mi perdo una puntata di ‘A porta a porta’ ed ho letto tutti i suoi libri. Lo considero un grande professionista, imparziale, che dà voce a tutti. E in suo onore ho voluto che mio figlio avesse lo stesso nome. A questo punto spero che il mio bambino un giorno riesca a fare il giornalista e che il nome che gli abbiamo dato gli porti fortuna“.