Nino D'Angelo durissimo con Matteo Salvini

Nino D’Angelo non le ha mandate a dire al ministro dell’interno Matteo Salvini. In un’intervista a Repubblica il cantante si è schierato dalla parte dei migranti criticando aspramente l’operato del vicepremier e mettendo in evidenza come una volta erano i meridionali ad essere trattati come vengono trattati ora i migranti.

“È lo stesso che cantava ‘Vesuvio, lavali col fuoco’”

Nino D’Angelo durante l’intervista ha evidenziato il fatto che il ministro dell’interno sembri usare due pesi e due misure rispetto ai migranti e ai cori razzisti allo stadio. Il cantante ha dichiarato: “Questo ministro che chiude i porti ai migranti e lascia aperte le curve ai razzisti si commenta da solo. D’altra parte, di cosa ci meravigliamo? È lo stesso che cantava ‘Vesuvio, lavali col fuoco’“.

Nino D'Angelo contro Matteo Salvini

Il vicepremier Matteo Salvini

Poi, definendosi un antirazzista fin dalla nascita, il cantante ha ricordato di essere stato lui stesso vittima di razzismo nel Nord Italia e come quell’atteggiamento ora lo veda traslato sui migranti: “So come ci si sente, io stesso sono stato vittima del razzismo. (…) Negli anni ’80, in tante parti del Nord, trattavano noi meridionali come oggi vengono etichettati i migranti. Ed è assurdo che negli stadi si debbano ascoltare anche certi cori contro una città, contro un popolo. Le parole sono importanti, vanno usate con cautela“.

Gli stadi e la decisione di Ancelotti

Nino D’Angelo appoggia in pieno la decisione del tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, di abbandonare la partita nel caso in cui si ripetano i cori razzisti contro il Napoli. Il cantante ha espresso il suo pieno appoggio al tecnico: “Qui ormai non si gioca più a pallone, ma con il fuoco. Il razzismo è una cosa seria. Stiamo parlando della vita delle persone. Ha detto bene Ancelotti: se ci fanno gol, pazienza. La vita umana vale più di tre punti in classifica“.

 Nino d'Angelo è d'accordo con Carlo Ancelotti

L’allenatore Carlo Ancelotti. Foto: Facebook Carlo Ancelotti

Secondo il cantautore il calcio è irrimediabilmente cambiato negli ultimi anni ed è un mutamento, questo, che va contro il concetto stesso di sport: “È cambiato tutto, gli interessi economici sono enormi. Di questo passo il calcio finirà. Non si va più tranquilli allo stadio, invece i nostri figli, come quelli di Salvini, hanno tutto il diritto di andare a vedere una partita senza doversi preoccupare di nulla e senza dover ascoltare ululati“.

Salvini e la Lega

Nino D’Angelo ha commentato con parole durissime l’operato di Salvini e ha detto che secondo lui le attuali posizioni della Lega in sostanza sono uguali a quelle che aveva quando si chiamava “Lega Nord”: “Adesso è tutto tarallucci e vino. Però mi viene da pensare che il suo pensiero sia sempre lo stesso. Non dimentichiamo che il suo partito nasce politicamente con l’obiettivo di dividere l’Italia. Non si chiama più Lega Nord, bensì solo Lega. Eppure la sua natura resta quella“.

Nino D'Angelo attacca il ministro dell'interno

Nino D’Angelo. Foto: Facebook Nino D’Angelo

Il cantautore ribadisce infine le sue posizioni antirazziste e ribadendo che secondo lui Salvini fa la parte del “forte con i deboli”: “Evidentemente è più facile mostrare severità contro 49 persone, fra le quali donne e bambini, che si trovano in mezzo al mare. Ma non mi stupisco, sono anni che Salvini delegittima il Sud. Basta fare un giro in internet, ci sono i filmati che lo riprendono mentre intonava quei cori“.