Strage di Erba, Olindo Romano torna a professarsi innocente

Incriminato con Rosa Bazzi per pluriomicidio, l'uomo sa che da qualche parte c'è un "chiave" che possa farli uscire dal carcere

Rosa e Olindo furono condannati nel 2006, ritenuti colpevoli del pluriomicidio di Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Dalla sanguinosa carneficina riuscì a salvarsi solo Mario Frigerio, marito della Cherubini. I fatti noti come la strage di Erba hanno costituito uno dei casi giudiziari italiani che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica.

Oggi a distanza di 12 anni, Olindo Romano parla ai microfoni di Quarto Grado. L’uomo, che all’epoca del processo si era professato colpevole, ora si dichiara innocente. Romano valuta addirittura l’ipotesi di poter uscire dal carcere.

Le prospettive di Olindo

C’è ancora una possibilità per lui e la moglie Rosa Bazzi, secondo Olindo Romano. Una possibilità, una chiave che potrà finalmente riaprire loro le porte del carcere.

olindo-e-rosaOlindo Romano dal carcere. Fonte foto: Il Corriere della Sera


Il detenuto Romano è stato condannato con la moglie all’ergastolo, in quanto tra i responsabili della strage di Erba. Quando gli viene fatta notare la possibilità che lui possa morire dietro le sbarre, l’ex netturbino risponde: “No, penso proprio di no. Penso che riusciremo a uscire”. Poi ha aggiunto nel corso della puntata andata in onda venerdì 11 gennaio: “Di preciso non saprei dire quale sia la chiave“.

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La storia non è ancora conclusa

Secondo il detenuto Romano un buono spunto per riaprire le indagine sono i reperti rimasti.Penso che bisognerebbe partire dall’analisi dei reperti rimasti. Quello sarebbe un buon inizio“. Ma per Olindo di strada da percorrere ce n’è più di una. “Iniziando ad analizzare gli altri reperti. Poi c’è il ministro della Giustizia, che ha richiesto gli articoli, e per ultima resta la Corte Europea“.

processo strage di erbaOlindo Romano dal carcere. Fonte foto: VelvetNews


Ma riaprire le indagini, per le famiglie delle vittime, significherebbe tornare a scavare in una ferita dolorosa. E quando lo si ricorda ad Olindo lui risponde: “Non so cosa dire, sicuramente non fa piacere a nessuno. Però la storia non è ancora conclusa”.