Poliziotto ritrova ragazza scomparsa e poi abusa di lei

Nel 2015 James “Paul” Blair era ancora in servizio come poliziotto della contea di Gaston, Carolina del Nord, quando iniziò una relazione sessuale con la sua vittima. La ragazzina aveva allora 13 anni, ed era scomparsa da poco. Fu proprio Blair, 52 anni, ad occuparsi del caso: dopo averla ritrovata, la riportò dai genitori, ma da quel momento iniziò una frequentazione che andò avanti per parecchi mesi. La famiglia, ancora all’oscuro dell’accaduto, diventò diffidente quando l’uomo prese l’abitudine di venire a trovare la ragazza alla sera tardi, portandole dolci e caramelle.

Spesso si offriva di farle fare un giro sulla volante della polizia e, a quanto riportano le cronache giudiziarie, è proprio in una di queste occasioni che approfittò di lei, sui sedili della macchina, con ancora indosso l’uniforme.

Rimasta incinta a 14 anni

Sembra che la ragazzina aspirasse a lavorare nella polizia. È sfruttando questa sua inclinazione che Blair giustificò le visite e l’interesse nei suoi confronti, confidando ai genitori di voler diventare il suo “mentore”. A quanto riportano i documenti della causa, il poliziotto spesso diffidava i genitori dal mettere in discussione la natura della relazione con l’adolescente, perché così facendo avrebbero prestato il fianco ad un possibile arresto.

La situazione precipitò quando la ragazza, ormai 14enne, rimase incinta: a quel punto il fatto venne pubblicamente alla luce e nemmeno il diretto interessato fu più in grado di negare la gravità dei propri comportamenti.

Il poliziotto ha abusato della ragazza sui sedili della sua volante

Il poliziotto ha abusato della ragazza sui sedili della sua volante, mentre era in servizio (immagine di repertorio)

La madre della ragazza ha intentato causa contro l’ufficio di polizia

Arrestato nel settembre del 2016, Blair si dichiarò colpevole di stupro ai danni di minore.

La sentenza, arrivata nel 2017, lo ha condannato a 12 anni di carcere, da scontare nell’istituto correzionale di Pamlico, in Carolina del Nord, con l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico per il resto della sua vita. La ragazza, nel frattempo, ha dato alla luce il bambino, ma le sue condizioni fisiche e psicologiche non sono delle migliori. La madre della ragazza ha deciso di intentare causa contro l’ufficio di polizia della cittadina di Lowell, sostenendo che fossero a conoscenza dei contatti che Blair aveva avuto con altri minori.

Chiede di essere risarcita, non solo per le conseguenze psicologiche patite dalla figlia, ma anche per le spese sostenute per la cura del bambino.

L’uomo continua a scrivere alla vittima

Il problema più grande qui è che Blair aveva una lunga e ben nota storia di coinvolgimento in questo tipo di comportamenti, e la città di Lowell ne era a conoscenza”, ha dichiarato al Charlotte Observer l’avvocato Brad Smith, che ha presentato la denuncia. Intanto l’uomo, dal carcere, ha continuato a inviare messaggi alla ragazza, nonostante gli fosse stato esplicitamente vietato. “Ho implorato e ho chiesto che non capitasse più, ma non si sono mai fermati”, ha detto la madre della vittima al Gaston Gazette.

Ho chiamato la prigione diverse volte e gli ho detto che arrivavano delle lettere… Ogni volta che provo a cancellare l’accaduto dalla mia mente, quell’uomo continua a farsi vivo. Mi fa venire voglia di ucciderlo”.

L’istituto correzionale di Pamlico, in Carolina del Nord

L’uomo si trova detenuto nell’istituto correzionale di Pamlico, in Carolina del Nord (immagine: flickr/ncdps – North Carolina Department Of Public Safety)