Roma, un clochard morto ogni 3 giorni per il freddo

Un altro clochard ha perso la vita nella capitale. Il suo corpo è stato ritrovato a piazza Irnerio, riparato dietro la cabina di un’edicola: sarebbe morto per il freddo. È il decimo senzatetto vittima dei disagi di una condizione tanto difficile.

Ennesimo clochard morto per il freddo

Il 14 gennaio 2019 l’edicolante di piazza Irnerio si accorge del corpo inerte del clochard che da tempo si è stabilito vicino alla cabina della sua edicola. Cartoni e un giaciglio di fortuna rappresentavano il suo vago riparo. L’edicolante insospettito prova a scuoterlo, a svegliarlo, ma niente: il clochard non si muove.

L’edicolante chiama immediatamente i soccorsi, ma per Cornel, 62enne di origini rumene, non c’è più nulla da fare. L’uomo è morto per cause naturali, complice il freddo a cui era costretto a sottoporsi quotidianamente. La Repubblica ricostruisce la storia di quest’ennesima vittima dell’indigenza. Cornel era originario di Sibiu, in Romania, e da tre anni viveva a Roma: aveva perso un figlio, colpito da un fulmine, e forse quel dolore l’aveva spinto a lasciare la sua terra e i suoi tre figli.

Cornel purtroppo non è l’unico senzatetto ad aver perso la vita sotto i cieli di Roma: con lui ci sono anche Beniamino, Davide, Stanislao e molti altri. Dall’inizio della stagione fredda sono stati contati 10 senzatetto morti per colpa di una vita all’addiaccio: chi colto dal gelo e chi finito bruciato dalle fiamme di fortuna, accese per resistere al freddo.

Immagine di repertorio

Le iniziative a favore dei senzatetto

Nella capitale ci sono all’incirca 8mila tra uomini e donne privi di fissa dimora e i posti per dar loro rifugio bastano “solo” per 4-5mila di loro.

Fortunatamente sono molte le realtà di cittadini che cercano in tutti i modi di alleviare le sofferenze e le privazioni dei senzatetto. Un’iniziativa proveniente dall’America e che è già stata adottata in Friuli e a Monza è quella del cappotto sospeso. I cappotti inutilizzati e altri capi utili a combattere il freddo vengono appesi ai rami degli alberi e lasciati a disposizione di chi ne ha davvero bisogno. Un’altra iniziativa a favore dei senzatetto è Scorz, nato dall’idea del designer 30enne Giuseppe d’Alessandro. Scorz è un rifugio temporaneo, fatto di cartone ondulato resistente al vento, alla pioggia e difficilmente infiammabile.

Abbiamo creato la Scorz”, racconta Giuseppe D’Alessandro, “confrontandoci con i senza fissa dimora ai quali abbiamo chiesto, per una forma di rispetto, se avessero piacere ad andarci a dormire di notte. Ci hanno risposto positivamente e noi l’abbiamo realizzata”.

scorz

Una Scorz, ideata da Giuseppe D’Alessandro

Bisogna trovare il modo di restare vicini a queste persone, costruire con pazienza un percorso che li porti a lasciare la strada“, spiega Roberto Zuccolini, portavoce della comunità di Sant’Egidio, molto attiva nel dare aiuto ai clochard della capitale. “Ma la soluzione deve essere dignitosa e non precaria, perché altrimenti viene spesso rifiutata”.