Malato di Sla senza cibo per colpa dell'ASL

Il fatto è accaduto a Pisa. Il 10 gennaio, la moglie di Gino Votta, ex imprenditore affetto da SLA, si è recata presso la farmacia territoriale per prendere le sacche alimentari fornite dall’Asl11 di Empoli attraverso le quali il marito si nutre. Purtroppo, arrivata lì, i farmacisti le dicono che le sacche si erano finite e che non potevano quindi aiutarla. Così, è scattata la solidarietà dei cittadini che l’hanno aiutata donandole alcune sacche alimentari grazie alle quali suo marito non ha dovuto digiunare.

La paura di non poter nutrire il marito malato

Marzia Eleonori, la moglie di Gino Votta che lotta contro la SLA dal 2015, dopo aver scoperto che la farmacia non poteva aiutarla in nessun modo, le ha tentate tutte pur di dare una mano a suo marito.

Lei stessa ha raccontato a Il Fatto Quotidiano quanto accaduto nella farmacia territoriale dove era solita ritirare le sacche alimentari per il marito: “A quel punto non sapevo cosa fare e ho chiesto di poter parlare con un responsabile per risolvere la questione al più presto, ma non è stato possibile. Mi hanno detto di provare a richiamare il giorno seguente per verificare la disponibilità, ma a me rimanevano solo tre sacche“.

La donna però ha presto capito che i farmacisti potevano fare ben poco per aiutarla considerato che loro stessi non avevano ricevuto le sacche dall’Asl11 di Empoli. Infatti, nella farmacia territoriale le viene spiegato che al limite avrebbe potuto acquistare delle sacche nutrizionali diverse da quelle usate solitamente dal marito: “Mi hanno detto che per avere altri tipi di sacche alimentari avrei dovuto portare una nuova ricetta del mio medico.

Ho chiesto spiegazioni, ma loro mi hanno detto ‘siamo l’ultima ruota del carro, non possiamo farci niente, non dipende da noi’. Ho pensato che per qualche giorno potevo tirare avanti con un po’ di latte e biscotti, ma non è una soluzione che può protrarsi troppo a lungo“.

Malao di SLA salvato dai cittadini

Immagine di repertorio: USL 11 di Empoli

Nonostante il ruolo secondario della farmacia, la signora Eleonori riconosce che qualche tentativo in più per aiutarla si poteva fare: “Io credo che una mancanza di rifornimenti possa capitare, non è questo che mi fa arrabbiare.

Mi dà fastidio, però, il fatto che non ci sia stato uno sforzo per cercare di risolvere una situazione di emergenza. C’era una persona malata che rischiava di rimanere senza cibo e non si è fatto niente per sbloccare la situazione“.

La solidarietà delle famiglie di altri malati

Marzia Eleonori non vede altra soluzione davanti a sé, così, decide di rivolgersi al medico di famiglia. Il primo aiuto le viene offerto proprio dall’infermiera che assiste il suo dottore di famiglia che le offre le sacche alimentari di suo padre, purtroppo deceduto qualche giorno prima. Marzia Eleonori non ci sta e decide ci denunciare la cosa pubblicamente, perchè quell’aiuto per quanto utile non risolve il suo problema del tutto.

Grazie a questo gesto, arrivano in suo aiuto altre famiglie che come lei e suo marito lottano contro la SLA o contro altre malattie altrettanto complesse quotidianamente. “Ѐ solo grazie alla solidarietà delle persone– racconta la donna – che mio marito ha potuto nutrirsi negli ultimi cinque giorni. Fosse stato per la direzione della farmacia territoriale, non so come avremmo potuto andare avanti“. Il pericolo che il marito rimanesse a digiuno nelle sue condizioni di salute è scampato quindi solo grazie all’aiuto delle persone.

Il direttore della distribuzione di Pistoia dopo la sua denuncia pubblica ha contattato la donna promettendo che avrebbe provveduto il più presto possibile a rifornire tutte le farmacie.

malato di sla lasciato senza cibo dall'Asl di Empoli

Immagine di repertorio: sacche nutrizionali. Foto: Adnkronos

Anche la farmacia territoriale l’ha contattata per dirle che le scorte erano disponibili, ma sono passati 5 giorni da quando la signora Eleonori ne aveva bisogno. Senza l’aiuto di altre famiglie come la sua, suo marito avrebbe trascorso 4 giorni a digiuno. Il Fatto Quotidiano riporta la risposta che sull’accaduto è stata fornita loro dall’Asl 11 di Empoli: “Abbiamo già provveduto a contattare la famiglia.

Ci siamo scusati per l’inconveniente e abbiamo provveduto a risolvere la questione nel più breve tempo possibile“.

Credits immagine social e in evidenza: Il Fatto Quotidiano