Le famiglie delle vittime non possono dimenticare quanto è successo 10 anni fa, quando il terremoto spazzò via L’Aquila. Ora però resta la causa aperta dalla Presidenza del Consiglio contro i parenti delle vittime del sisma. La Stato rivuole indietro i soldi dei danni che le famiglie hanno ricevuto dopo la causa in primo grado contro alcuni membri della commissione Grandi Rischi, prima dichiarati colpevoli e poi assolti in appello.

Terremoto LʼAquila: il processo

In primo grado alcuni membri della commissione Grandi Rischi erano stati condannati, e le famiglie delle vittime avevano così ricevuto i soldi del risarcimento danni. In appello però sei esponenti della commissione sono stati assolti, così lo Stato ha deciso di chiedere indietro il denaro.

Ad alzare la voce c’è l’avvocato Maria Grazia Piccinini, madre di Ilaria Rambaldi, proprio una delle vittime nel sisma, che a Tgcom24 ha deciso di spiegare cosa sta succedendo.

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Terremoto LʼAquila, lo Stato chiede indietro i soldi dei danni ai parenti delle vittime

Foto: Ansa

I parenti delle vittime

Maria Grazia Piccinini parla a nome delle famiglie delle vittime, da una parte riconosce il lavoro fatto per tentare di ricostruire quanto distrutto nel 2009 dai sisma, dall’altra ricorda però che nessuno si sofferma mai a pensare alle vittime.

Il processo contro la commissione Grandi Rischi – spiega – ha portato alla condanna in Cassazione del vice capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis. Gli altri sei imputati sono stati assolti. In primo grado tutti furono condannati e così partirono le provvisionali. In Appello la sentenza è stata ribaltata, fatta eccezione per la pena di De Bernardinis. I giudici, inoltre, hanno estromesso le vittime dalla parte civile, quasi che la loro morte non fosse dipesa dal comportamento di questi signori. L’avvocatura dello Stato, quindi, ci ha chiesto indietro i soldi che avevamo ricevuto come risarcimento.

Noi gli abbiamo detto che, in forza dei nostri morti, dovevamo avere molto di più. Ma sono tutti sordi“.

Da tempo Maria Grazia Piccinini cerca di far sentire la proprio voce, ha anche chiesto aiuto con una lettera al premier Giuseppe Conte: “Non ho ricevuto nessuna risposta. Ho scritto anche al senatore 5stelle, Primo Di Nicola, e anche da lui non ho saputo nulla“.

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