Croce Verde Torino

Alla Vigilia di Natale, una donna si è sentita male durante il cenone, nella sua casa di via Staffarda a Torino. La famiglia ha allertato subito la guardia medica, che ha inviato un’ambulanza. Quando la Croce Verde è arrivata all’appartamento, tuttavia, ha scoperto che l’intera famiglia era intossicata. Tutti avevano respirato monossido di carbonio, e solo grazie ai nuovi rilevatori portatili si è scoperta la verità. Una fuga di gas che poteva trasformarsi in tragedia, sventata grazie alle nuove apparecchiature che avvisano in tempo reale dell’entità del pericolo.

Simile ad un’intossicazione alimentare, ma ben più grave

È facile scambiare l’intossicazione da monossido di carbonio per una semplice intossicazione alimentare.

Infatti, si tratta di un gas inodore e incolore, che si forma durante i processi di combustione. Provoca sintomi molto simili a quelli delle intossicazioni alimentari o di semplici influenze, quali nausea, vomito e mal di testa. Nel capoluogo sabaudo i casi sono in aumento, soprattutto fra gli stranieri, ha fatto sapere Roberto Testi, medico legale del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Torino, a La Repubblica.

Lo conferma anche Lidio Maffi, direttore sanitario dell’Otip, la struttura torinese dotata di camere iperbariche usate per ripulire i polmoni degli intossicati.

Come riporta Il Corriere della Sera, dal 2008 ad oggi 1.500 persone son finite all’Otip a causa del monossido. Una media di 130 all’anno, giunti da tutto il Piemonte. Spesso a causare questo tipo d’intossicazione è una caldaia montata male o una mancata manutenzione.

Volontari Croce Verde Torino

Volontari della Croce Verde di Torino. Immagine di repertorio

Le nuove apparecchiature registrano risultati positivi

Visti questi numeri spaventosi, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl torinese ed i Vigili del Fuoco hanno avviato un progetto preventivo.

Così Croce Verde e 118 si son dotati di speciali rilevatori portatili, capaci di avvisare immediatamente circa una fuga di gas. Il Servizio di Igiene Edilizia e Urbana dell’Asl ha inoltre avviato una campagna di prevenzione con brochure (anche in lingua araba) ed incontri con i tecnici nei luoghi di ritrovo degli stranieri. Sono loro, infatti, i soggetti più a rischio per questo genere d’intossicazione. Così una famiglia è stata salvata, e si spera che grazie alle nuove misure tante altre potranno dire lo stesso.

rilevatori monossido

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