ilaria galbusera

Classe 1991, Ilaria Galbusera non si lascia definire facilmente. Non udente, sognatrice, appassionata di viaggi. Queste le parole chiave che lei stessa sceglie per definirsi sui social, ma è molto di più. Nominata lo scorso 27 dicembre Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Mattarella, Ilaria è una ragazza sia nello sport che nella vita.

Lo sport, la bellezza il lavoro

Capitano della Nazionale Femminile di Volley Sorde, nel 2017 vince la medaglia d’argento nei Giochi Olimpici per non udenti. Una carriera come campionessa paralimpica sembrerebbe abbastanza impegnativa per chiunque, ma non per Ilaria. Accanto alla carriera sportiva, infatti, ha ottenuto riconoscimenti anche nel suo lavoro come modella.

Nel 2011 ottiene il titolo di “Miss Deaf World”, concorso di bellezza internazionale che premia ragazze non udenti.

Tutto questo senza mettere da parte il lavoro in banca e lo studio. Ilaria Galbusera ha infatti trovato tempo anche per l’università, dove si è da poco laureata in Economia.

Il riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica

In tutta sincerità mi sento ancora spiazzata e sorpresa da questa notizia perché io ho fatto soltanto quello che amo fare davvero e che mi rende più felice”, scrive la ragazza in un post sulla sua pagina di Facebook.

La nomina come Cavaliere al merito della Repubblica Italiana è infatti arrivata “per l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità”, come riporta la motivazione.

 

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L’impegno a favore dei disabili

Sebbene non sia possibile definirla in un solo modo, è certo quale sia il filo conduttore per Ilaria. L’impegno a favore dei disabili è infatti costante nella sua vita. Dai documentari per raccontare la realtà degli sportivi non udenti all’impegno per il progetto Champion’s Camp, che incoraggia i legami tra i bambini udenti e quelli affetti da sordità, Ilaria sembra non fermarsi mai.

Un riconoscimento, quello come Cavaliere al Merito, che non potrebbe essere più meritato. “Mi fa rabbia quando leggo di piccoli disabili presi in giro a scuola. Io ancora oggi mi sento discriminata, ma anche grazie al volley possiamo dimostrare che chi non sente può fare tutto“, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport.