Bari, famiglia dipendente da internet si reclude in casa per due anni

Sembra una storia tratta da una serie Netflix, pronta a far impazzire i fan accaniti del prodotto, e invece è pura realtà. Una famiglia intera, composta da quattro membri, si chiude in casa per due anni, schiava del computer e di internet.

Solo la bambina di 9 anni usciva ancora di casa

La storia viene raccontata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Padre (40 anni), madre (43 anni) e il primo figlio (15 anni) avevano rinunciato alla loro vita al di fuori delle mura domestiche. Si sono nutriti per mesi di merendine, caramelle e biscotti, che venivano acquistati regolarmente dall’unico membro che ancora metteva piede fuori casa, la seconda figlia, di 9 anni.

La bambina va ancora a scuola, mentre il figlio maggiore ha abbandonato gli studi per segregarsi in casa.

Bari, famiglia dipendente da internet si reclude in casa per due anni

Immagine di repertorio

È stata proprio la figlia, inavvertitamente, a dare l’allarme su questa situazione incredibile. Le maestre, infatti, si sono preoccupate davanti alla trascuratezza e alla scarsa igiene con cui si presentava in classe, e hanno deciso di avvertire gli assistenti sociali. E quello che si è presentato di fronte ai loro occhi era una situazione pericolosa.

Le condizioni della famiglia

La loro dipendenza da internet e la rinuncia a qualsivoglia abitudine salutare di vita è cominciata con lo smettere di pranzare tutti assieme a tavola, portandosi ognuno la sua scorta di cibo davanti allo schermo. Da lì in poi, l’abbandono più totale: mancanza di pulizia, corpi ridotti a uno scheletro.

Una situazione resa possibile da una pensione che percepiva il padre, che permetteva a tutti di mantenersi collegati, instancabilmente, per giorni e giorni ad internet. Ma le condizioni peggiori erano quelle in cui versava il figlio: immobile a letto per settimane, oltre a un corpo magrissimo aveva gli arti fortemente anchilosati, ma non solo.

I suoi piedi sono cresciuti di due taglie, ma le scarpe in cui li teneva sono rimaste le stesse degli anni precedenti, e questo ha portato allo sviluppo di piaghe e ferite, che poi si sono infettate. Il giovane è sottoposto anche a sedute di fisioterapia, oltre alle cure previste per tutta la famiglia. Inoltre sembra che il ragazzo abbia rischiato di essere vittima del Blue Whalè, il pericoloso gioco social che induce gli adolescenti a fare sfida social pericolose che sfociano in atti di autolesionismo e nei casi più gravi al suicidio.

Bari, famiglia dipendente da internet si reclude in casa per due anni

Immagini di repertorio

Il fenomeno ha un nome

Adesso, infatti, i tre protagonisti di questa storia, rimasti orfani di internet, sono stati affidati alle cure di specialisti, psicologi e terapeuti. Si chiama sindrome di Hikikomori, catalogata per la prima volta in Giappone, e che spaventa anche i medici italiani. In una nota del 2013 della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) si legge, a proposito della dipendenza da internet: “Si tratta di una delle forme emergenti di dipendenza che sta lievitando, purtroppo, e che spesso viene confusa con situazioni psicopatologiche diverse.

Una dipendenza che va affrontata e prevenuta innanzitutto attraverso la conoscenza del fenomeno, che è invece ancora sottaciuto“.