Barcone con 100 migranti in avaria: la Libia invia i soccorsi

La situazione del barcone in avaria con 100 migranti a bordo in grave difficoltà si è risolto ieri sera quando un mercantile inviato dalla guardia costiera libica li ha soccorsi. Alarm Phone ha fatto sapere che i migranti verranno fatti sbarcare a Misurata. Proprio il ritorno in Libia, secondo l’organizzazione, “violerebbe le leggi internazionali“.

Il ruolo dell’Italia

Quando ieri si è diffusa la notizia del barcone in avaria, con una nota Palazzo Chigi ha fatto sapere: “Siamo in continuo contatto con la Guardia costiera libica perché effettui questo ulteriore intervento e metta in sicurezza i migranti che sono a bordo“.

Per poi aggiungere: “Dopo vari giorni di mare agitato i trafficanti di esseri umani hanno riapprofittato di questo weekend di mare calmo per agire nuovamente“. Intanto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha chiarito: “Tutto si svolge secondo le convenzioni internazionali. Seguo con attenzione, nella speranza che l’operazione si concluda senza problemi“.

Cosa è successo al barcone in avaria

Ieri mattina Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico che si occupa di lanciare sos per il imbarcazione in avaria, ha ricevuto la segnalazione di un barcone in avaria con 100 persone a bordo.

 Alarm Phone per tutta la giornata ha aggiornato dal suo profilo twitterm chiarendo anche che erano state fatte numerose chiamate a Roma, La Valletta e Tripoli. Per tutti, Tripoli era l’autorità competente a coordinare i soccorsi. I volontari hanno raccontato: “Abbiamo chiamato sette numeri differenti della sala operativa della cosiddetta guardia costiera di Tripoli, ma non abbiamo ricevuto risposta. Malta ci ha fornito un ottavo numero, che non risponde. Tutto questo è ridicolo. Ne basterebbe uno che funzionasse.

Abbiamo avvisato Italia e Malta che la Libia non è raggiungibile“. Intanto venivano riportate le parole di chi era a bordo del barcone mentre imbarcavano acqua: “Stiamo congelando, la situazione è disperata, aiutateci. Abbiamo paura di morire“. A bordo c’era anche un bambino, tra gli allarmi lanciati: “Alle 12:20 abbiamo ricevuto una nuova posizione. Erano a 12 miglia più a est e avevano problemi di navigazione. Un bambino è incosciente o morto. Il natante sta imbarcando acqua. Chiedono aiuto, anche se questo potrebbe significare tornare in Libia“. Il brigadiere Ayoub Gassem, portavoce della Marina libica, ha chiarito che non è vero che la Libia non ha risposto alle chiamate.

Intanto il ministro Matteo Salvini, che si trovava a Lanciano (Chieti), ha spiegato: “Bisogna mettere in galera gli scafisti. Devono avere la certezza che i porti italiani sono chiusi: è l’unico modo per salvare vite umane. L’anno scorso di migranti ne sono arrivati di meno e ne sono morti di meno“. Anche Alessandro Di Battista che ieri sera si trovava nello studio di Che tempo che fa, ha detto la sua: “Cosa farei in questo momento per questi migranti in pericolo?

Salverei le persone e le porterei a Marsiglia: fino a che non si crea un incidente diplomatico con la Francia il problema non si risolve“.