Morto ammanettato dalla polizia: le testimonianze e l'attacco a Salvini

Cosa è successo a Arafette Arfaoui? Ci sono diverse versioni, diversi testimoni di quanto successo al cittadino italiano di origini tunisine morto giovedì 17 gennaio, a Empoli. Intanto la politica si confronta, anche duramente, dopo le parole di Matteo Salvini arrivate poco dopo il decesso.

I magistrati contro Matteo Salvini

Il ministro Salvini, poco dopo quanto accaduto ad Empoli, ha espresso la propria vicinanza ai poliziotti intervenuti per controllare Arafette Arfaoui. La Giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati ha attaccato il vicepremier: “Le dichiarazioni del ministro degli Interni rese a seguito del decesso di un cittadino tunisino nel corso di una attività di polizia appaiono inopportune e non rispettose delle prerogative della magistratura.

Sarebbe stato necessario attendere la conclusione dei doverosi accertamenti che stanno coordinando i magistrati, gli unici ad essere competenti, sulla base di rigidi parametri costituzionali, a dirigere le attività investigative in corso volte all’accertamento dei fatti“. La Procura di Firenze, infatti, ha aperto un’indagine al momento contro ignoti con l’accusa di omicidio colposo.

Le parole del ministro hanno sollevato commenti o proteste dagli avversari politici ma anche dagli interessati. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha commentato così la notizia: “Io rispetto le vittime e i loro familiari, chiedo che analogo rispetto sia riferito a uomini e donne che lavorano per riaffermare le legalità.

Se qualcuno ha sbagliato pagherà per un giusto processo e non per le farneticazioni del tribuno di turno“.

Le testimonianze

Giovedì un commerciante ha allertato la polizia per il sospetto che Arafette Arfaoui stesse usando nel suo negozio una banconota da 20 euro falsa. Sembra che al momento dell’arresto cardiaco, l’uomo fosse ammanettato e con i piedi legati da una corda.

Arfaoui lavorava al porto di Livorno, giovedì si è recato in un alimentari. Lì il commerciante ha chiamato la polizia con il sospetto che la banconota fosse falsa. Repubblica ha riportato una versione dei fatti poco nota. Nel video che segue è riportato tutto il racconto. Secondo il testimone, Arfaoui era calmo, dopo un po’ sarebbe stato “perquisito nudo in bagno“, e che forse sarebbe passata più di 1 ora. Successivamente si sarebbe diretto verso la macelleria, vicini agli alimentari dove si trovava. Secondo il testimone, l’uomo sarebbe potuto scappare ma che non l’avrebbe fatto.

Un’altra versione, riporta che l’uomo si sarebbe subito agitato e che di conseguenza, gli agenti sarebbero stati costretti a legargli anche i piedi. Entrambe le versioni coincidono quando riportano che l’uomo alla fine si sarebbe ribellato e di conseguenza sarebbe stato legato con una corda trovata nel negozio.

La presenza di telecamere

Un’altra questione importante è quella delle telecamere presenti negli alimentari. Stando a quanto ricostruito, gli agenti lo avrebbero legato nell’unica stanza del negozio dove non sono presenti telecamere. Per sapere qualcosa in più bisognerà attendere l’autopsia.

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