vasi sanguigni

Un gruppo di scienziati è riuscito a ricreare in laboratorio delle imitazioni perfette di vasi sanguigni umani. Un traguardo che potrebbe aiutare a capire come combattere e trattare diverse malattie vascolari. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature.

Ricreati vasi sanguigni in laboratorio

Partendo da delle cellule staminali, un gruppo di scienziati viennesi è riuscito a ricreare dei vasi sanguigni: organoidi (cioè, che simulano un organo) tridimensionali all’interno di una capsula di Petri. Gli organoidi riproducono perfettamente non solo la struttura e la funzione dei nostri veri vasi sanguigni, ma ci assomigliano anche a livello molecolare.

È la prima volta che viene raggiunto un traguardo simile e potrà rappresentare un passo avanti importante nella lotta contro malattie vascolari quali il diabete. Una malattia di cui si stima ne soffrano almeno 420 milioni di persone in tutto il mondo. “Essere in grado di creare degli organoidi che riproducono i vasi sanguigni umani rappresenta una svolta”, racconta Josef Penninger, autore senior dello studio: “Ogni singolo organo nel nostro corpo è collegato al sistema circolatorio. Ciò potrebbe potenzialmente consentire ai ricercatori di svelare le cause e i trattamenti per una varietà di malattie vascolari, dalla malattia di Alzheimer alle malattie cardiovascolari, ai problemi di guarigione delle ferite, agli ictus, al cancro e, naturalmente, al diabete”.

vasi sanguigni

Immagine di repertorio

Un passo avanti nella lotta contro le malattie vascolari

Nonostante il diabete sia una condizione diffusa, si sa ancora molto poco su come i vasi sanguigni cambino per colpa di questa malattia. E questo ha rallentato di molto la scoperta di nuovi trattamenti per contrastarla. Per capire meglio, i ricercatori hanno esposto gli organoidi a un ambiente diabetico (ambiente che riproduce le condizioni che scatenano il diabete), rivelando così un ispessimento della loro membrana basale, che è molto simile al danno vascolare che subiscono i pazienti diabetici.

La scoperta quindi potrebbe aiutare medici e scienziati a identificare le cause delle malattie vascolari e a sviluppare dei trattamenti che possano finalmente contrastarli.

provette laboratorio

Immagine di repertorio

(Foto copertina: IMBA)