La bimba salvata dalla setticemia

Peggy Bradford, bimba di appena 11 mesi, viene dimessa dai pediatri del Peterborough City Hospital con una diagnosi di comune influenza. Tale conclusione era già stata fatta dal medico di base. La madre chiede una valutazione presso la struttura ospedaliera l’11 gennaio 2019.  Le sue preoccupazioni vengono considerate vane dai medici: la febbre viene interpretata come semplice sintomatologia di un comune virus stagionale. Il personale medico gli somministra un semplice antiinfiammatorio per sopperire alla patologia, e la rimanda a casa. L’ ibuprofene è l’unica cura ritenuta necessaria dai medici.

L’istinto della mamma

Nella mattina del giorno seguente, quando i genitori si svegliano per andare a lavoro, le condizioni della piccola sembrano essere davvero tragiche.

Alle ore 3,40 del mattino, mamma e papà ritrovano la bambina febbricitante  nella sua culla, con un colorito cianotico uniforme. I genitori fanno scattare immediatamente la chiamata al 999, soccorso inglese. La diagnosi di setticemia viene confermata e le cure antibiotiche adeguatamente somministrate. Il tempo è stato favorevole a salvare la piccola Peggy.  Migliorate in breve tempo le sue condizioni di salute, la bambina di soli 11 mesi, ora è in buona salute. L’istinto materno di Emma è la salvezza di Peggy. La madre sembrava non darsi pace alla diagnosi iniziale.

Il legame che unisce ogni mamma al proprio figlio sembra essere più forte di qualsiasi visita medica, come conferma lei stessa.

petersbourgh hospital

Il Petersbourgh City Hospital (Fonte: Wikipedia)

La denuncia

I genitori hanno presentato in procura gli esposti necessari. La denuncia nei confronti dell’ospedale inglese per negligenza, è ora in attesa delle dovute verifiche del caso. Si attendono i risultati delle indagini sul personale medico che ha definito la diagnosi errata. Il numero di decessi dovuti a questa infezione risultano aumentati di un terzo durante gli ultimi due anni in questa struttura ospedaliera: sembra che il problema siano i reparti affollati rispetto al personale medico disponibile.

La mamma Emma, nonostante la grande paura, ha ora la fortuna di abbracciare la figlia salva grazie al suo istinto.