strada di cesena con topi morti

Grossi topi bianchi e neri attraversano da giorni le strade a Gattolino di Cesena, in Emilia Romagna, in gruppi numerosi e affamati. Un fenomeno che desta molta preoccupazione tra gli abitanti delle zone limitrofe e che sarebbe stato causato da una piccionaia abbandonata.

Colpa di una piccionaia abbandonata

Diversi automobilisti provenienti da Capanna Guzzo si sono ritrovati a dover percorrere lunghi tratti di strada tappezzati dai cadaveri di grossi topi. Alcuni, vivi, tagliano loro la strada e finiscono investiti, colti di sorpresa dai fari. Un fenomeno che ha destato molta preoccupazione tra la popolazione, tanto che venerdì scorso sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Cesenatico.

Condotti i dovuti controlli, si è scoperto che a originare questa invasione di topi è una piccionaia abbandonata da mesi. La piccionaia dismessa non solo ha rappresentato un rifugio sicuro per questi animali ma conteneva anche del mangime, cosa che ha fomentato la loro rapida e implacabile proliferazione. Il mangime poi si è esaurito e i topi hanno dovuto cercare un nuovo posto da infestare, finendo per riversarsi sulle strade della zona di Cesena.

Quando siamo arrivati la strada era invasa dai roditori. Abbiamo pulito, eseguito un lavaggio stradale e rimosso le carcasse dei grossi topi morti investiti che sono più di cento e presumibilmente dovranno essere esaminate dall’Ausl”, raccontano i Vigili del Fuoco.

topino

Immagine di repertorio

Centinaia di ratti per le strade di Cesena

Anche la consigliera comunale di Cesenatico Lina Armorino segnala il problema:“È già la terza sera di seguito che si vedono centinaia di topi correre lungo la via Medri” racconta, “molti dei quali vengono investiti dalle auto e uccisi. Ho la sensazione che sia accaduto qualcosa, sembravano impazziti, si mordevano e mangiavano tra loro”.

La preoccupazione è tanta tra i cittadini che temono l’insorgere di epidemie, visto che alcuni sarebbero anche entrati nelle case. L’azienda sanitaria romagnola sta quindi correndo ai ripari mettendo in atto un piano di derattizzazione. Le prime esche sono state messe dalle parti della piccionaia abbandonata, mentre alcuni campioni organici saranno esaminati dall’istituto zooprofilattico di Forlì.

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