Il cane lo aspetta da 3 anni all'ospedale anche se lui è morto

Proprio come Hachiko, il cane dell’astronomo nipponico, il professor Hidesaburō Ueno, questo volpino soprannominato “Stefano” dai medici dell’Ospedale Santo Stefano di Mazzarino attende pazientemente che il suo caro padrone esca dalla porta da cui è entrato e non è più uscito, un giorno di 3 anni fa. La sua fedeltà e il suo amore verso il suo padrone defunto lo stanno rendendo famoso.

Il giorno in cui il cane Stefano arrivò all’ospedale

Salvatore Bonaffini lavora al 118 dell’Ospedale Santo Stefano di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta.

Un cane aspetta il suo padrone per 3 anni davanti l'ospedale

Un fotogramma del film “Hachiko – Il tuo migliore amico”, del regista Lasse Hallström

Racconta che il cane soprannominato dai dottori “Stefano” dai medici arrivò al nosocomio 3 anni fa insieme al suo padrone: “Non ricordo bene il nome, era un uomo di Barrafranca che però viveva a Mazzarino.

Un giorno si è sentito male a causa di un’insufficienza cardiaca. L’abbiamo soccorso e portato in ospedale ma non è riuscito a superare la crisi. Quel giorno, a seguire l’ambulanza c’era pure il suo cane“. Da quel giorno il cane non ha più lasciato l’ospedale.

Le cure del personale medico all’amorevole volpino

Stefano è un cane di razza volpina e vive ormai all’ospedale da 3 anni.

I medici e pazienti lo coccolano e gli offrono cibo e acqua, ma lui ha solo un desiderio: rivedere il suo caro padrone.

Il cane lo aspetta all'ospedale da 3 anni

Immagine di repertorio

Fissa tutti i giorni imperterrito la porta che il suo padrone varcò 3 anni orsono, in attesa che esca e torni da lui. Si dimostra diffidente da chiunque voglia avvicinarlo, fedele al suo amato padrone. Un paramedico gli ha anche costruito una cuccia, ma lui rimane sempre lì, vicino a quella porta, pieno di speranze.

Dorme sotto l’ambulanza e quando il veicolo parte, lui ne attende il ritorno. L’estate invece si riposa nel giardino adiacente all’Ospedale Santo Stefano. La sua incredibile storia è stata raccontata dal Giornale di Sicilia e in poco tempo è diventata virale.

Credits immagine social e in evidenza: Giornale di Sicilia